Cgil, Cisl e Uil unite insieme in protesta contro la Regione Puglia. Oltre 2mila lavoratori stamattina si sono ritrovati sotto la sede della Giunta sul lungomare per far sentire la propria voce al Governatore Michele Emiliano. Nel mirino la situazione dei servizi socio-sanitari in Puglia.

Secondo i manifestanti servono più risorse per sanità e welfare per poter garantire l’universalità delle prestazioni e la centralità del servizio pubblico. Tante sono infatti le criticità che ogni giorno mettono a serio rischio il diritto alle cure e l’accesso alle prestazioni sanitarie.

“Nel Mezzogiorno non sono garantiti gli stessi livelli di assistenza che delle regioni del Nord e serve quindi – ha sottolineato Pino Gesmundo – un intervento governativo diretto a perequare il fondo sanitario nazionale. Regioni che hanno lo stessi numero di abitanti della Puglia ricevono 800 milioni in più, così come contano su organici con un numero di operatori maggiore di 15mila unità. Così non può e deve continuare. Lo chiediamo al governo nazionale ma anche a quello regionale”.

“Vogliamo che sia reso esigibile l’accordo sottoscritto con il Governatore e Assessore alla sanità proprio il 12 dicembre del 2016, esattamente due anni fa in cui – aggiunge Daniela Fumarola – in cui si assicurava maggiore attenzione ad alcune criticità del sistema socio-sanitario pugliese e il cambio di passo sulle politiche regionali che mettesse in risalto un metodo nuovo di agire. Attendiamo ancora risposte dal Presidente”.

“Dopo 24 mesi di inutili sollecitazioni – chiarisce Franco Busto – ci sentiamo dire dalla Regione Puglia che va tutto bene, che la nostra sanità fa passi da gigante. Oggi migliaia di bandiere dimostrano il contrario. C’è ancora tempo – conclude – per attuare l’accordo di due anni fa, a patto che esista, finalmente, la volontà politica di cambiare passo e la disponibilità, da parte della Regione, al confronto serrato”.

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