La rabbia per il trattamento di lavoro, la paura di perdere il posto, la richiesta di un intervento vero, non a parole. C’è tutto questo nelle poche righe che un commesso di un supermercato, l’ennesimo, ha indirizzato al Governatore Michele Emiliano.

Le segnalazioni e le lettere sulla questione ormai si sprecano: precari costretti a lavorare più ore di quanto legalmente sottoscritto, a fare sacrifici ma che non possono costruirsi un futuro dignitoso. E c’è poi il regime del “terrore”: se ti ribelli rischi il posto.

“Caro presidente,le scrivo per chiedere il suo immediato intervento a favore di tutti i lavoratori di supermercati e di tutti i commessi di negozi che sono costretti a lavorare più ore rispetto a quelle legalmente dichiarate nei propri contratti.

Siamo ormai diventati schiavi di un sistema di caporalato che vede la sua massima espressione nel continuo ricatto e nella continua paura di perdere il posto di lavoro se non si accettano le condizioni imposte dai titolari. Sappiamo benissimo i nostri doveri ma conosciamo i nostri diritti e vorremmo che fossero rispettati.

Mi rivolgo a lei sia in qualità di presidente della regione Puglia sia in qualità di ex magistrato affinché si dia il la ad un’azione mirata di controllo attraverso una indagine che intercetti le irregolarità si ponga fine a questo scempio sociale che vede come risultato finale la morte dei rapporti umani e sociali di chi lo subisce.

Basta poco per individuare quali sono le attività che cavalcano questo fenomeno, rapportate le ore di apertura dei negozi con il numero dei dipendenti registrati in quella attività. Confido in un suo intervento”.

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