Niente proroga per gli interinali Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali. Lo scorso 10 Settembre è avvenuto il sospirato incontro tra le organizzazione sindacale e la Direzione dell’agenzia dove tutti aspettavano la felice notizia di una legittima proroga. Il risultato, però, è stato un nulla di fatto.

Significa che per i circa 300 lavoratori interinali sfuma ancora il raggiungimento delle agognate 156 giornate lavorative a stagione, ma dovranno accontentarsi di circa 89, inufficienti da un lato per tutelare il territorio in termini sia ambientali che economici, dall’altro per garantire alle famiglie una sopravvivenza dignitosa.

Pubblichiamo di seguito la nota degli interinali Arif-Puglia

Era il 12 Maggio quando le sigle sindacali con la Direzione Arif raggiunsero un accordo dove si sottoscriveva che la durata dell’ assunzione degli oltre 300 interinali definita fino al 15 Settembre, era condizionata dalle risorse economiche della stessa Agenzia e che la continuità deglu stessi era subordinata dall’implementazione delle risorse dalla Regione Puglia.

Cosa è successo? É successo che dopo le abbronzature con olio di palma, i tuffi con la paperella, le giocate con il secchiello e le notti bagorde sulle spiagge con scarpe bianche e Martini dry,  il 10 Settembre avveniva il sospirato incontro  tra le OO.SS.  e la Direzione Arif  dove tutti diciamo tutti dagli stessi sindacati, i Consiglieri, i politici, P.O, impiegati, operai, famiglie e affini che aspettavano come il fu Fantozzi sbavanti e con la lingua penzolante la felice notizia di una legittima proroga  si giunge alla definizione del fatidico parto è cioè niente di niente.

Promessa significa impegno, parola, accordo, patto e garanzia. Il contrario di onesto è disonesto che significa mancanza di lealtà e correttezza, o, riferito ad atti, comportamenti e similitudini, che non è conforme ai principi della rettitudine morale, o della lealtà e correttezza”.

Noi vogliamo solo lavorare – sottolineano gli interinali Arif-Puglia – Per questo saremo tutti  presenti insieme con le organizzazioni sindacali Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uil Temp lunedì 17 e Martedì 18 Settembre davanti alla sede Consiglio Regionale in via Capruzzi per un solo grido di dignità: vogliamo 156 giornate di lavoro per le nostre famiglie”.

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