Ore ed ore sotto il sole ad aspettare che apra, file interminabili per avere un solo foglio e in più le uscite di sicurezza chiuse dalle serrande. Siamo al centro per l’impiego di Bari in via Devito Francesco e questa storia è roba di ogni giorno.

Rispetto ad altri paesi europei, in Italia per avere soltanto lo stato di disoccupazione bisogna mettersi con la santa pazienza e aspettare il proprio turno, e perché no, anche tornare il giorno dopo. Un modulo che in realtà, se il tutto fosse digitalizzato, sarebbe facile da scaricare da Internet.

Ma non soltanto gli utenti sono arrabbiati con un sistema che non funziona. Anche i dipendenti da anni chiedono computer nuovi, spazi più grandi e un gestionale di nuova generazione che possa facilmente generare il documento richiesto.

Un sistema che non funziona e la colpa non si sa di chi sia perché gli utenti incolpano il centro per l’impiego, i dipendenti invece puntano il dito contro il bando regionale. È uno scaricabarile continuo che non ha ne capo ne coda.

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5 COMMENTI

  1. Questa è solo vergogna!!!
    È giocare sulle persone disoccupate e sui formatori tutti, che da due mesi non prendono lo stipendio e non hanno certezze sul futuro,
    Lavorano rischiando la loro incolumità, non ci sono guardie all’ingresso.
    La folla si riversa all’interno senza ordine.
    E in questa maniera devono fare i colloqui di orientamento e la stipula dei patti di servizio, col fiato sul collo, come macchine che devono produrre il più possibile.
    Che cosa? L’illusione?
    Siamo una decina, ma dobbiamo affrontare centinaia di persone.
    Nel frattempo chi a creato tutto questo non riesce a dare una svolta a questi uffici.
    E comunque, per chi non conosce la ns. storia, la riassumo in breve:
    dal 2002 i formatori della regione Puglia svolgono la loro attività presso i Cpi in convenzione.
    Colloqui di orientamento, per garanzia giovani, ammortizzatori sociali, corsi di formazione, bilanci di competenza, patti di servizi per le politiche attive e la disponibilità al lavoro, progettazione di tirocini, informazioni sull’Eures, compilazione curriculum, ecc.ecc.
    Supportano le istituzioni seguendo le direttive dei bandi prestano il loro supporto ai dipendenti del centro per l’impiego.
    Il tutto senza una regolarità della retribuzione, Delle ferie, degli orari, (si lavora sempre con straordinari non riconosciuti), e soprattutto con l’incertezza del futuro prossimo. Perché ogni volta le istituzioni devono ritardare nella stipula Delle convenzioni.
    Attualmente lavoriamo senza un posto di lavoro, dove?
    Al CPI ( non è una barzelletta, ma é realtà)

  2. E’ tutto vero. Io purtroppo ci sono passato e non ho mai visto una tale disorganizzazione. Sembra veramente di entrare in un girone infernale.

  3. E tutto, come dice Anna, per produrre una illusione allungando i tempi con curriculum colloqui e altre attività depilatoria.

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