Da qualche tempo il sindacato Ugl denuncia la presunta cattiva gestione dell’appalto dell’Acquedotto Pugliese vinto dall’impresa Matarrese, contro cui la seconda classificata ha presentato ricorso. In questi mesi sono state dette tante parole, ma evidentemente in pochi sono andati a verificare sul posto i diversi cantieri stradali.

Insieme al segretario generale Ugl Bari, Antonio Caprio, abbiamo raggiunto via Putignani e strada San Giorgio per constatare le condizioni di lavoro degli operai. La sicurezza generale e quella personale degli addetti sono risultate pessime. A sentire Massimo Balice, dirigente sindacale licenziato dalla Matarrese, a suo dire per le continue denunce fatte sul tema della mancata sicurezza, transenne, recinzioni, segnali e persino dispositivi personali non sono sufficienti; senza parlare delle livello precario dei mezzi e delle attrezzature.

Restiamo a disposizione di chiunque abbia qualcosa da dire in merito, ma ciò che abbiamo visto oggi, visitando senza preavviso due diversi cantieri, la dice lunga. Una situazione molto tesa, soprattutto perché i lavoratori di fatto lavorano per Aqp, essendo l’ente pubblico a pagare i loro stipendi data l’incapacità dell’azienda. Una scelta adottata a quanto pare per evitare che l’azienda in crisi possa destinare altrove i soldi degli stipendi.

Secondo alcune indiscrezioni, inoltre, pare che l’Acquedotto abbia già fatto alcune contestazioni e stia pensando di revocare l’appalto. Comprendiamo non si tratti di una scelta da fare a cuor leggero, ma non si può continuare a tirare la corda. Dall’inizio dell’anno in Italia sono morti centinaia di lavoratori.

Ciò che stupisce è come si possa continuare a far finta che sui cantieri tutto proceda nella norma. Chi controlla l’appaltatore? A detta della Ugl nessuno, e se accade in ogni caso le verifiche sono insufficienti. La richiesta, anche in virtù di quanto sta accadendo, è quella di internalizzare gli operai. Per il momento basterebbe assicurare loro il minino di tranquillità che merita chi si spezza la schiena per portare lo stipendio a casa.

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