Nella storia del bando lampo agostano per la ricerca di sei esperti capaci di attuare il Piano di comunicazione ambientale pugliese, la dirigente regionale Barbara Valenzana inciampa nel suo stesso giro di parole e batte rovinosamente al suolo che intende promuovere.

“In nessun punto della determinazione è specificato che il profilo richiesto dovrà avere rapporti di comunicazione con l’esterno o associabili all’esercizio della professione giornalistica”, aveva scritto in un comunicato ufficiale diffuso come reprimenda agli scettici. Evidentemente la dirigente regionale ha una pessima considerazione di cronisti, addetti stampa o in generale dei comunicatori. In una parola sola: giornalisti.

Sì, perché, la Valenzano scrive forse senza averlo letto il bando a cui fa riferimento. Peccato, un’altra grandissima occasione per fare ammenda e ripartire da zero, nel segno della sempre più latitante trasparenza. A sparlare si fa peccato, ma se ci si limita ad evidenziare ciò che viene riportato non c’è dolo. La chiamano verità dei fatti. L’avviso pubblico, che anche la dirigente della Regione Puglia trova sul Burp del 3 agosto, con scadenza due giorni dopo ferragosto, stabilisce che il candidato alla comunicazione dovrà avere esperienza “nel monitoraggio delle informazioni dei media, predisposizione di rassegna stampa, verifica della correttezza delle informazioni dei media, scrittura di comunicati stampa con evidenza della notiziabilità giornalistica, competenza nell’organizzazione di conferenze stampa, confronto con le agenzie di stampa, fornitura di chiarimenti ai giornalisti e soddisfazione delle loro richieste”.

Cara dirigente, a questo punto iniziamo a pensare che il dolo ci sia tutto dietro quell’avviso pubblico dalle apparenze farlocche e capiamo bene perché non ha chiuso la porta all’Ordine dei Giornalisti e all’Assostampa, che l’avevano giustamente criticata. Ci faccia il piacere di non fare di tutta l’erba un fascio. Di cronisti, comunicatori, addetti stampa e affini senza anello al naso ce n’è un esercito. In una parola sola si chiamano giornalisti.

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