Periodo di prova a nero e poi contratto da 450 euro al mese per 9 ore di lavoro dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13,30 e dalle 16.30 alle 9, con mezza giornata di riposo la domenica. La proposta di lavoro di un grande negozio cinese a Palo del Colle ha indignato decine di pretendenti.

Per capire come stessero davvero le cose abbiamo deciso di sostenere anche noi il colloquio prima di andare a chiedere spiegazioni ai diretti interessati. I nervi sono saltati molto presto. In un momento di foga a giornalista e operatore sono state strappate le magliette.

E quando tutto sembrava ormai compromesso è intervenuto il proprietario del capannone affittato dagli imprenditori cinesi. L’uomo, che ha ribadito la legalità del contratto registrato per 1.700 euro al mese, ha chiesto scusa per il malinteso comunicativo. Nel video, in cui vengono riprese tutte le fasi della nostra richiesta di chiarimenti, abbiamo intercettato anche padre e figlio 17enne andati come noi per sostenere un colloquio. Le condizioni? Le stesse dette a tutti quanti.

“Meglio questo lavoro che andare a rubare”, ci è stato detto dal genitore. Una cantilena ascoltata mille volte in queste situazioni. Il nostro compito è quello di documentare e anche in questo caso abbiamo cercato di farlo dando la parola a tutti, creando un momento di riflessione sull’attuale mondo del lavoro.

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9 COMMENTI

  1. Dovete prendere con chi guida l’italia.il mercato di lavoro è libero nessuno ti obbliga ad andare li a lavorare,evidentemente se ci va è che in giro ce di peggio

  2. Strano, a Trani gli stessi proprietari stanno aperti da 2 anni, ed il contratto è sempre di 450€…

  3. ringrazia dio che ti hanno strappato solo la maglietta… se ero io ti combinavo male…. nessuno obbliga la gente ad andare a lavorare li… se gli sta bene ok altrimenti nnte stop… no voi ancora dovete stuzzicare… ma daglielo tu il lavoro testa pelata

  4. GIORNALISTA SENZA PALLE NE COGLIONI. GIORNALISTA VENDUTO CHE PRENDE SOLDI PER LE NOTIZIE.

    ANTONIO LOCONTE UN ELEMENTO DI MERDA.

    PERCHE NON PARLI DELLA CROCE ROSSA DI BARI E DEI TUOI AMICHETTI CHE FANNO AFFARI CON IL COMUNE DI BARI. SEI UN PORCO ANTONIO LOCONTE….GIORNALISTA DI MERDA.

  5. Ragazziiii, ma che dite stanno in Italia sono nel nostro paese e sono obbligati a fare quello che cazzo dicono le nostre leggi, non quello i che cazzo vogliono io in India non mangio la mucca per rispetto loro in Italia fanno i bravi o se ne vanno rimpatriati pke solo così capiscono che qui non si scherza, povera Italia quanti ignoranti che ci sono ancora.

  6. E cosa c’entra questo? Portami le prove e parlo di ciò che vuoi. Di Croce Rossa ne abbiamo parlato. Risponderei con le offese, ma siamo fatti di una pasta diversa.

  7. Io ho lavorato in due ristoranti cinesi (che si spacciano per giapponesi ma il personale è tutto cinese) per qualche settimana a Bari. Sushin Tao e l’altro di fronte allo snooker. Stessa situazione. Solo che a Sushin tao (come si scrive) non ti fanno nemmeno mangiare. Tutti i giorni con solo mezza giornata libera 500 euro. Mentre al ristorante difronte allo snooker, che aveva appena aperto, dissero che dovevamo portare i documenti ma io non li ho mai portati e una mia amica li portò ma nulla, li tenevano lì. Nei giorni di festa arrivavo e dicevo oggi è festivo me lo pagate di più vero e dovevo parlare con lei che dice “voi italiani tloppe feste, festa del papà, della mamma” poi con lui e lui mi fa: “tieni 20 eulo va bene?”. Ho fatto queste esperienze in un periodo in cui avevo bisogno di lavorare. Perchè comunque facendo la cameriera in pizzerie e ristoranti italiani iniziano chiamandoti un giorno e nei giorni di pieno poi se sei brava tre volte o anche tutti i giorni per 30 euro al giorno. Basta chiedere. Ma contratti così io non ne ho mai visti. Ho lavorato da ragazzina anche in sale ricevimento. Ma almeno lì hai le mance ed integri dai cinesi è più difficile avere mance. Non mi va di correggere la forma di quello che ho scritto 🙂

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