Periodo di prova a nero e poi contratto da 450 euro al mese per 9 ore di lavoro dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13,30 e dalle 16.30 alle 9, con mezza giornata di riposo la domenica. La proposta di lavoro di un grande negozio cinese a Palo del Colle ha indignato decine di pretendenti.

Per capire come stessero davvero le cose abbiamo deciso di sostenere anche noi il colloquio prima di andare a chiedere spiegazioni ai diretti interessati. I nervi sono saltati molto presto. In un momento di foga a giornalista e operatore sono state strappate le magliette.

E quando tutto sembrava ormai compromesso è intervenuto il proprietario del capannone affittato dagli imprenditori cinesi. L’uomo, che ha ribadito la legalità del contratto registrato per 1.700 euro al mese, ha chiesto scusa per il malinteso comunicativo. Nel video, in cui vengono riprese tutte le fasi della nostra richiesta di chiarimenti, abbiamo intercettato anche padre e figlio 17enne andati come noi per sostenere un colloquio. Le condizioni? Le stesse dette a tutti quanti.

“Meglio questo lavoro che andare a rubare”, ci è stato detto dal genitore. Una cantilena ascoltata mille volte in queste situazioni. Il nostro compito è quello di documentare e anche in questo caso abbiamo cercato di farlo dando la parola a tutti, creando un momento di riflessione sull’attuale mondo del lavoro.

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