“Allo stato attuale abbiamo circa 170 lavoratori senza reddito da gennaio, sono in gravi difficoltà”. Il giorno dopo la proclamazione dello sciopero della fame da parte di due operai della ex OM Carrelli, Rosa Amanda Partipilo, segretario provinciale Metalmeccanici Ugl Bari e Bat, fa il punto sulla vicenda che si trascina drammaticamente da anni: “Durante un incontro tra le organizzazioni sindacali e la Regione Puglia ci sono stati presentati 4 progetti le cui società sarebbero interessate a rilevare la situazione direttamente dalla curatela fallimentare”.

Progetti che vanno dal riciclaggio di plastica e vetro, alla produzione di auto, moto e bici elettriche, passando per la vendita di energia elettrica fino alla produzione di auto elettriche di lusso.

“Abbiamo incontrato una di queste aziende, Selectika, che però ha manifestato un piano assunzionale di 100 unità. Le altre società assumerebbero invece tutti, per questo vogliamo incontrare anche loro”. Con Selectika sarebbe già pronto da firmare in Regione un protocollo d’intesa, l’appello della Ugl è ovviamente di non procedere finché non ci sia stato un incontro con tutti i soggetti interessati.

“Abbiamo scritto al ministro del Lavoro Di Maio chiedendo di posticipare la procedura di licenziamento collettivo, prevista per il 5 luglio e posticipata al 25 settembre, dunque immediatamente accolta. Abbiamo poi chiesto un incontro per aprire un tavolo di crisi, presso il Ministero dello Sviluppo economico, per valutare le 4 società interessate e per sbrogliare la situazione relativa al capannone dello stabilimento, fondamentale per procedere col versamento alla curatela fallimentare e procedere col progetto”.

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1 COMMENTO

  1. Speriamo bene. Ma perché nessuno (neppure i sindacati) dicono che il progetto fallito della vettura elettrica TUA della misteriosa Autoworks altro non era che un progetto Fiat. E tutti dai capi ai tecnici progettisti responsabili erano palesemente made in Fiat anche se qui agivano sotto altre spoglie. E anche gli operai OM hanno fatto i corsi di aggiornamento a Torino in locali ex Fiat. Qualcosa lo hanno sospettato pure loro o qui è la congiura del non detto? È la Fiat che li ha mollati perché non credeva più all’auto elettrica. Ma non si può dire.

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