“In Puglia troppi infermieri? Notizie infondate”. Il segretario regionale FSI-USAE, Francesco Balducci, commenta così le notizie pubblicate nei giorni scorsi secondo cui non c’è bisogno di assumere altri infermieri perché nella regione ce ne sarebbe già un numero eccessivo.

“Tale notizia sembra corroborata da voci insistenti che circolano nelle direzioni delle aziende sanitarie oltre che nel Dipartimento Salute della regione – sottolinea Balducci – si basano sul fatto che in Puglia vi è un numero maggiore di infermieri rispetto ad alcune regioni cosiddette “benchmark”, tra le quali viene citata l’Emilia-Romagna”.

“L’ultimo riferimento normativo nazionale in materia di dotazione organica infermieristica – fa notare il segretario Fsi-Usae – è il DM 13 settembre 1988 a firma dell’allora Ministro della Sanità Donat Cattin. Tale decreto ha stabilito degli standard che, pur se datati, costituiscono ancor oggi un riferimento imprescindibile. Anche se le norme successive hanno previsto metodologie di calcolo differenti, le attuali consistenze organiche infermieristiche delle singole regioni non si discostano molto dai parametri di quel decreto”.

“Rispetto a tutte le regioni prese a riferimento – fa notare Balducci – la Puglia ha i dati più bassi sia in rapporto ai posti letto, sia in rapporto alla popolazione e la situazione sembra addirittura peggiorare se si considerano i dati ministeriali, non ancora pubblicati, che fanno riferimento al 2015. I dati in nostro possesso dicono che nelle aziende sanitarie della Puglia, rispetto all’Emilia-Romagna, mancano 10.000 infermieri.

Ma ci sarebbero altre problematiche, non di secondaria importanza: “Lo stato di salute e l’età media degli infermieri pugliesi, per esempio – sottolinea il segretario – il blocco delle assunzioni ha portato ad un inesorabile invecchiamento della popolazione lavorativa: l’età media degli infermieri in Puglia è superiore ai 50 anni, con una quota consistente a ridosso dei 60 anni”. Di conseguenza, oggi vi è un numero elevato di lavoratori con pesanti limitazioni dovute al logorio psico-fisico e a malattie professionali”.

In secondo luogo, vanno considerate la gestione e l’organizzazione del personale infermieristico: “Fino ad ora sono insoddisfacenti in relazione al numero di reparti ospedalieri, alla distribuzione dei carichi di lavoro, all’organizzazione delle attività nei distretti. La FSI-USAE ritiene del tutto infondate le notizie in merito ai presunti esuberi di personale infermieristico e chiede l’immediata apertura di un tavolo di confronto sull’argomento con gli organismi regionali”.

Estratto dati Ministero Salute pubblicati il 22 maggio 2017 e relativi all’anno 2013

REGIONE POPOLAZIONE NUMERO INFERMIERI INFERMIERI/POSTI LETTO

Veneto 4 903 445 24.640 1,32
Emilia-Romagna 4 446 567 24.552 1,25
Piemonte 4 380 502 21.633 1,18
Puglia 4 055 213 15.400 1,15
Toscana 3 739 759 21.207 1,60

REGIONE POPOLAZIONE NUMERO INFERMIERI INFERMIERI/POPOLAZIONE

Veneto 4 903 445 24.640 5,0/1000 abitanti
Emilia-Romagna 4 446 567 24.552 5,5/1000 abitanti
Piemonte 4 380 502 21.633 4,9/1000 abitanti
Puglia 4 055 213 15.400 3,8/1000 abitanti
Toscana 3 739 759 21.207 5,6/1000 abitanti

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