L’editoriale di Vincenzo Magistà sullo sciopero proclamato dai dipendenti delle Ferrovie Appulo Lucane, andato in onda durante il telegiornale del 23 febbraio scorso, continua a far discutere i sindacati, infuriati col direttore del TGNorba. Dopo USB e Orsa, anche la Faisa Confail punta il dito contro quello che definisce “l’ennesimo, sconsiderato e denigratorio attacco al lavoratori delle FAL, frutto di un ignobile tentativo di delegittimare impropriamente il diritto allo sciopero”.

In un lungo comunicato stampa, indirizzato tra gli altri anche al presidente Colamussi e all’assessore ai Trasporti della Basilicata, il sindacato risponde punto su punto. Il sospetto, neanche troppo velato in realtà, è che possa essersi trattato del tentativo di distrarre l’attenzione da ritardi e soppressioni che si verificano quotidianamente. Di seguito il testo del comunicato stampa.

Nei giorni scorsi, in onda su una autorevole testata giornalistica televisiva, si è consumato l’ennesimo, sconsiderato e denigratorio attacco al lavoratori delle FAL, frutto di un ignobile tentativo di delegittimare impropriamente il diritto allo sciopero.

Lo sconcerto più grande è sicuramente causato dalla superficialità dimostrata dalla redazione, che in barba ad una qualsiasi verifica sulla fondatezza del contenuti, ha divulgato notizie a dir poco inesatte. Se fossimo maliziosi, ma noi non lo siamo, potremmo pensare addirittura ad una imbeccata maldestra in seguito alla quale l’enunciato è stato estrapolato ad arte da un contesto più ampio, che se integrato con i contenuti opportunamente omessi, ci consegnerebbe uno scenario completamente diverso.Nei giorni

E se si cercasse di dirottare l’attenzione dai ritardi e soppressioni quotidiane sulle tratta Gravina-Bari rinvenienti dall’adozione del nuovo dispositivo di sicurezza S.S.C. che purtroppo registra delle evidenti défaillance?

Ad ogni buon conto si integrano di seguito i contenuti delle dichiarazioni fatte in video.
1.L’azienda rivendica ingenti Investimenti strutturali. Vero, peccato però che nessuno si sia preoccupato di verificare l’impatto funzionale dei milioni di euro spesi, soprattutto in relazione agli interventi strutturali ad esempio sulla tratta Genzano-Avigliano Lucania, ad oggi chiusa da cinque anni dall’inizio dei lavori e che difficilmente si riuscirà mai a riattivare, altri esempi a onor di verità li riserveremo per il nostro prossimo scritto di approfondimento.

2.L’azienda rivendica la capacita di acquistare con risorse proprie addirittura motrici ed autobus. Vero. Bisogna, però, che ci si ricordi del famoso F.E.S.R. (Fondo Europeo Sviluppo Regionale) grazie al quale è stato possibile rinnovare il patrimonio rotabile aziendale

3.L’azienda rivendica l’aumento della produttività. Vero. Ad oggi la produttività realizzata da questa azienda si è concentrata nell’abbattimento sistematico delle indennità contrattuali con atti unilaterali al limite della legittimità regolamentare e sicuramente, ed è questa la cosa più grave, con fiero disprezzo della dignità dei lavoratori, con il mancato rimpiazzo delle unità lavorative in quiescenza e con la pretesa di garantirsi lo stesso livello prestazionale con turni funambolici e forza lavoro progressivamente ridimensionata. Evidentemente i tagli fin qui realizzati a carico dei lavoratori non bastano, perciò e finemente si arriva al punto cruciale, si cerca di attaccare ancora una volta la loro base reddituale, già significativamente compromessa dalla pregressa spending review aziendale.

4.Il premio di produttività citato nel servizio come un regalo dell’azienda ai lavoratori, che molto fortunati e capricciosi addirittura hanno rifiutato vincoli di obiettivo, pretendendolo incondizionatamente, altro non è che l’ennesimo e inaccettabile tentativo di furto della dignità dei lavoratori, in quanto proposto come contropartita per l’abolizione del contratto di 2° livello, rifiutato in toto dal lavoratori a prescindere dagli obiettivi. Per coloro che non lo sapessero, il contratto di 2° livello, al netto di tutte le ignobili decurtazioni fin qui realizzate, oltre ad essere la base del welfare aziendale e permettere ulteriori risparmi fiscali e previdenziali, si realizza in una negoziazione subordinata che integra la paga base a fronte di prestazioni concordate a livello aziendale non previste dal CCNL, garantendo appena un livello di decoro ragionevole, altro che stipendio simile ad un professore universitario, chiunque volesse visionare una busta paga di un dipende FAL dal vivo, si rechi pure presso la sede della scrivente per un approfondimento.

In conclusione, quello che l’editoriale non ha detto è la vera proposta aziendale: decurtare per sempre una sostanziosa parte della retribuzione in cambio di un premio di produttività una tantum di 400 euro circa, vincolato addirittura ad uno pseudo obiettivo il primo anno e a discrezionalità dell’azienda gli anni successi, altro che regalo! Lanciamo a questo punto un sondaggio: chi accetterebbe un regalo del genere? I lavoratori FAL esercitando il legittimo diritto di replica, auspicano per il futuro una maggiore attenzione e obiettività sul tema delicato del lavoro.

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