«Su tutto il territorio nazionale stiamo tenendo le assemblee nei punti vendita dei negozi Mercatone Uno. Oggetto delle assemblee è informare le lavoratrici e i lavoratori dell’ulteriore ritardo delle retribuzioni e soprattutto del ritardo, da parte dell’Inps, dell’erogazione delle prossime retribuzioni a seguito dell’accordo sulla proroga della solidarietà effettuata solo nei giorni scorsi al ministero. In realtà lo scenario che si è presentato oggi durante l’assemblea più partecipata del solito è stato pressoché apocalittico». Non si può davvero dire che il segretario generale Puglia della Filcams Cgil, Barbara Neglia, usi giri di parole nel comunicato stampa diffuso in giornata dalla sua organizzazione sindacale.

«Ieri – si legge – i lavoratori hanno ricevuto una comunicazione in riferimento alla eventuale comunicazione da fare alla società circa eventuali cambiamenti di iban o dati personali per la procedura di insinuazione al passivo avviata lo scorso 2015, allorquando la società andò in amministrazione straordinaria. Fin qui nulla di particolare, se non fosse che nella comunicazione una frase ha fatto scaturire il panico: “…pertanto in occasione della cessazione del proprio rapporto di lavoro”. I lavoratori hanno pensato di aver ricevuto una comunicazione di licenziamento».

«Penso che ormai si sia perso, anche per mezzo dei commissari straordinari, il senso delle parole. È indegno  – scrive Barbara Neglia – che senza alcuna comunicazione aggiuntiva i lavoratori ricevano informative che hanno prodotto perfino malori passeggeri, e nessuno si sia preoccupato anche di preavvisare le organizzazioni sindacali di quanto stava per essere inviato».

«Il sindacato è stanco di dover mediare sulle inefficienze organizzative aziendali, il sindacato – continua – ora deve a gran voce attirare l’attenzione delle istituzioni locali, in primis, e successivamente degli stessi commissari, per conoscere lo stato del bando di vendita. Non si può più tollerare di non ricevere alcuna notizia sullo stato di salute della società e del futuro occupazionale dei lavoratori».

«Nelle prossime – conclude la sindacalista – ore cercheremo di attivare iniziative pro attive alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e soprattutto a dare risposte alle centinaia di famiglie che a fatica riescono a andare avanti nel ménage familiare».

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