La Uil denuncia l’Amtab per comportamento antisindacale, ma il giudice Eugenio Carmine Labella con il decreto 8235/2018 del 17 febbraio 2018 stabilisce che i vertici della municipalizzata del trasporto pubblico locale non hanno adottato atteggiamenti scorretti. Diversi i punti contestati dal sindacato, secondo cui, per esempio, l’azienda pubblica avrebbe chiesto preventive certificazioni dai rappresentanti sindacali aziendali (rsa) per concede loro i doverosi permessi. A quanto pare, però, non sarebbe stata depositata alcuna richiesta scritta da parte dell’Amtab.

Al centro della contesa anche la mancata approvazione della bozza definitiva del testo unico. Uil accusava Amtab di aver escluso il sindacato dal tavolo della contrattazione. Viene fuori, invece, che i rappresentati Uil avrebbero abbandonato il tavolo dopo aver constatato di non riuscire a spuntarla.

Nel pacchetto delle rivendicazioni anche la celeberrima assemblea sindacale dell’11 luglio 2016, convocata tra l’altro proprio dalla Uil. Ad Amtab veniva contestato il fatto di non aver aperto la sala adibita all’assemblea, tenutasi comunque nel locale accanto. In ogni caso, secondo quanto si legge, le chiavi della stanza chiusa erano a disposizione del direttore Lucibello e dell’avvocato De Candia, ma nessuno sarebbe andato a chiederle quel lunedì pomeriggio.

L’ultimo punto è quello relativo al cambio d’ufficio di alcuni di rappresentanti sindacali. Non sarebbe stata chiesta al sindacato l’autorizzazione al trasferimento dei sindacalisti, non fosse il che giudice ha stabilito di non essere di fronte ad un trasferimento. Senza contare, poi, che nel momento del ritorno alla sede originaria, uno dei sindacalisti ha dichiarato la propria volontà di restare nell’ufficio in cui era stato ricollocato.

“Il giudice ha chiarito che il comportamento dell’Amtab non ha leso i diritti costituzionalmente garantiti ai sindacati – spiega l’avvocato dell’azienda, Silvana Natola -. Non è possibile far ricorso alla tutela prevista dall’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori quando la conflittualità non è, come in questo caso, originata e voluta dal datore di lavoro, ma derivi da incomprensioni tra le organizzazioni sindacali o dai normali rapporti di forza all’interno dell’arena delle relazioni sindacali. L’Amtab ha sempre tenuto un comportamento legittimo, muovendosi all’interno del conflitto sindacale e accettandone i metodi e le conseguenze”.

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