Come si evitano le frodi sanitarie? Come si riconoscono i prodotti da pesca migliori per la
tutela del consumatore finale? E come ci si muove tra le oltre 250 specie aliene di pesce
che stanno entrando nei nostri mari? Sono tante le domande alle quali si è risposto nel
secondo degli incontri organizzati nell’Istituto alberghiero di Castellana Grotte Consoli-
Pinto e dedicati alla sicurezza alimentare.

Le tre giornate (l’ultima si terrà il prossimo 22 gennaio) sono riservate agli studenti del quinto anno dell’area di enogastronomia e pasticceria dell’Istituto, ai docenti e agli esperti che hanno l’occasione di confrontarsi con il mondo scolastico. Il ciclo di incontri è stato organizzato dal Consoli-Pinto in collaborazione con il Dipartimento prevenzione ASL/BA – Servizio Veterinario B area Sud, con i docenti delle Università di Bari e Foggia, con l’IRCCS Saverio De Bellis di Castellana Grotte.

“Quella della sicurezza alimentare – ha detto la professoressa Maria D’Accolti del dipartimento di scienze degli alimenti – è una tematica che noi affrontiamo in
tutti i 5 anni anche se dedichiamo all’argomento una particolare attenzione proprio
nell’ultimo perché i ragazzi stanno per entrare nel mondo del lavoro. Questa – ha
continuato la D’Accolti – non è una scuola in cui i ragazzi imparano solo a cucinare. Lo
sanno fare benissimo. Acquisiscono anche quelle conoscenze che un bravo chef deve
avere, una solida preparazione teorica. Perché lo chef è molto di più di quello che
normalmente un consumatore pensa”.

Le indicazioni ai ragazzi su alcuni degli alimenti da riconoscere e da evitare, nelle prime due
lezioni le ha date Giovanni Normanno professore associato di ispezione degli alimenti nella
Facoltà di Scienze agrarie dell’Università di Foggia: “Abbiamo parlato sia di frodi sanitarie e
di frodi commerciali. Queste ultime sono abbastanza comuni e che consistono nel vendere un prodotto poco pregiato per uno più pregiato ma che somiglia al prodotto pregiato e al prezzo del pregiato”. Triglie atlantiche vendute per triglie di scoglio, totani venduti per calamari, moscardini venduti per polpi. Soltanto l’alterazione del tonno, in Europa, produce un guadagno illecito di 200 milioni di euro.

“In Puglia abbiamo tanta costa, ma non abbiamo più tanto pescato – ha continuato
Giovanni Normanno – A livello nazionale noi importiamo dal 60 all’80 per cento dei
prodotti della pesca perché abbiamo effettuato uno sforzo di pesca eccessivo, abbiamo
sovrasfruttato i nostri mari. La richiesta da parte del consumatore è enorme ed ecco che
l’operatore del settore è costretto a comprare una gran parte di prodotto importato che
talvolta è decongelato. E il problema non è il prodotto decongelato in sé quanto il fatto che
spesso non viene indicato in etichetta”.

“I controlli nel periodo natalizio vengono incrementati – ha sostenuto il 1° Maresciallo
Michele Di Matteo Ispettore Pesca dell’Unione Europea – Direzione Marittima di Bari – e
sono incentrati sulle frodi che riguardano le sostituzioni di specie, la vendita di prodotto
ittico congelato venduto per fresco, e la cattiva lavorazione e conservazione in depositi e
magazzini totalmente abusivi”.

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