“Non possiamo in alcun modo accettare le accuse di Giuseppe Vinella e il suo tentativo di addebitare a FlixBus la causa delle difficoltà delle autolinee Marozzi, di cui abbiamo appreso da articoli di stampa, difficoltà che evidentemente sono tutte da ricercarsi all’interno della gestione dell’azienda pugliese”. La replica del country manager di FlixBus Italia, Andrea Incondi, in merito alla crisi dell’azienda di trasporto, non si è fatta attendere.

“Vinella traccia un quadro del tutto parziale – scrive Incondi – dimenticando alcuni elementi fondamentali: il settore delle autolinee a lunga percorrenza è popolato da moltissime imprese (secondo l’Autorità di Regolazione dei Trasporti-ART solo in Italia sarebbero 145) molte della quali stanno aumentando i loro fatturati, migliorano i servizi e aumentano le linee. Le criticità di una azienda, che tra l’altro è parte del gruppo Sita Sud, gestore di diverse concessioni di trasporto pubblico locale per il quale riceve finanziamenti pubblici, non possono, quindi, essere addebitate a un sistema che è in espansione grazie ad alcuni sani elementi portati dalla concorrenza”.

“Che il settore sia in forte crescita non lo dice FlixBus – ha aggiunto – lo dicono i dati: un recente studio del Politecnico di Milano parla di un forte aumento della domanda, confermato da un’indagine ART che attesta la crescita negli ultimi due anni nell’ordine di circa il 15-18%, riconducibile sia alla creazione di nuovi segmenti di clientela, sia alla sottrazione di passeggeri da altre modalità di trasporto e dalla mobilità privata, con potenzialità di crescita positive anche per i prossimi anni”.

“FlixBus – ricorda il dirigente della compagnia low cost – ha da sempre appoggiato l’istituzione del tavolo di lavoro definito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con quello dello Sviluppo Economico, e finalizzato a individuare i principi e i criteri per il riordino della disciplina dei servizi automobilistici interregionali di competenza statale, un tavolo nel quale Vinella, nel suo ruolo di presidente di ANAV, sarà protagonista. È evidente che sia quella la sede opportuna per ridefinire le regole del settore, tenendo come sempre al centro la tutela dei viaggiatori e gli adeguati livelli di sicurezza del trasporto. Ma non vogliamo pensare che Vinella voglia strumentalizzare l’attuale situazione di Marozzi per condizionare proprio i lavori di questo tavolo: sarebbe irresponsabile”.

“Infine, è bene precisare che il compenso di “65 centesimi a chilometro” di cui parla Vinella e che FlixBus riconoscerebbe ai propri partner è destituito di ogni fondamento: chi lo sostiene – ha concluso – mente sapendo di mentire, diffamando il lavoro della nostra azienda”.

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