La lettera inviata ieri è di quelle che fanno gelare il sangue: licenziamento collettivo per riduzione del personale. L’azienda in questione è la “Viaggi & Turismo Marozzi”. Complessivamente resteranno a casa 85 lavoratori: 84 autisti e un collaboratore d’ufficio.

“Il mercato delle autolinee statali è pienamente liberalizzato dal primo gennaio 2014 – si legge nella comunicazione – ed è ora caratterizzato dall’ingresso di nuovi operatori che hanno adottato un diverso assetto organizzativo, molto più leggero per quanto attiene la dotazione di strutture operative, di autobus e personale dipendente, nonché specifici modelli tariffari diversi da quelli tradizionalmente in uso, tali da comportare una rilevate contrazione dei ricavi degli operatori esistenti”. Tradotto, vuol dire che Flixbus, e poi via via tutti gli altri, ha messo in ginocchio le storiche aziende di trasporto.

La contrazione dei clienti ha costretto Marozzi a “procedere con la totale cessazione dell’esercizio diretto delle autolinee statali”. Il piano dei licenziamenti prevede: 10 unità a Taranto; 17 a Roma; 8 a Otranto, Grottaminarda e Gallipoli;1 a Montesarchio, Lecce, Lucera, Firenze e Candela; 13 a Matera; 4 a Manduria e Bari; 7 a Ginosa. A questi si deve aggiungere un impiegato a Bari.

Marozzi fa sapere che ormai la decisione è presa: “Considerata l’estrema criticità della situazione, l’attuazione del programma di licenziamenti collettivi avverrà immediatamente a conclusione della procedura aperta con la presente comunicazione e, comunque, entro il termine previsto dalla legge”.

Il vero guaio per i dipendenti rimasti senza lavoro è che “non sono possibili misure di sostegno diretto per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale della attuazione dei licenziamenti programmati dei lavoratori”.

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