Dall’aforisma alla barzelletta, dal caming out alle immagini bislacche, fino alla denuncia di una truffa. Su Facebok circola di tutto, compresa la rivelazione shock di Angelo Lazazzera, imprenditore di successo. Un 63enne originaro di Santeramo in Colle, possessore del maggior numero di quote della U-TUB, azienda leader mondiale nella produzione e distribuzione di basi per pizze. Nella seduta del Cda per l’approvazione del bilancio, l’imprenditore si accorge che c’è qualcosa che non va. Fatti due calcoli, all’appello mancherebbero circa 1,2 milioni di euro. Ciò che scopre è anche che i dipendenti avanzano stipendi, tredicesime e che in qualche caso si paga con assegni post-datati.

Abbiamo sentito Lazazzera al telefono. “Lunedì sono dal mio legale per consegnare tutta la documentazione in mio possesso – tuona l’imprenditore – in modo da formalizzare subito dopo una denuncia alle autorità competenti. A me interessa che l’azienda continui a produrre e a dare lavoro regolamente retribuito”. Alle accuse, che leggerete integralmente di seguito, i soci hanno risposto che si tratta di un attacco, di una diffamazione. Staremo a vedere, ma se le accuse di Lazazzera dovesso essere confermate, staremmo davvero all’omicidio di un’azienda destinata ad una crescita esponenziale.

LO SCONCERTANTE POST SU FACEBOOK – Ecco come si uccide un’azienda e non una qualsiasi, ma la U-TUB. Un’azienda modello, una storia di successo studiata all’università, con fatturati e utili in crescita esponenziale, che però non paga i propri dipendenti perché dice di non avere soldi. Come si uccide un’azienda?

Ecco, basta distrarsi un po’, perché sei concentrato sul tuo lavoro, che è quello della qualità del prodotto, del marketing e della comunicazione mentre i tuoi soci, quelli a cui hai affidato in gestione fiduciaria le tue quote sociali e l’amministrazione dell’azienda, si mettono a rubare gli incassi delle vendite e a truffare le banche attraverso false fatturazioni. Che ci vuole ad uccidere un’azienda? Bastano due ladruncoli ignoranti, senza cultura ed etica imprenditoriale, che abbagliati da tanta ricchezza si mettono a razziare, a saccheggiare, a vandalizzare l’azienda, a spolparla fino a scarnificarla.

Quanti sono i reati che si possono commettere in una disonesta gestione? Cento? Bene, questi Totò e Peppino ne hanno commessi 102. Falsi acquisti di merce, false sponsorizzazioni a società sportive, fatture false per materiali edili e prestazioni d’opera inesistenti, false consulenze, prelevamenti quotidiani dai bancomat in una sorta di compulsione criminale. E false fatture allo sconto in banca per crearsi quanta più liquidità possibile. Ma tanti delitti non si possono commettere da soli.

E io mi chiedo: ma questo paese in cui sono venuto a lavorare, questa Gravina in Puglia di cui mi sono innamorato per la bellezza del paesaggio e di tanta bella gente che ci vive, possibile che contenga anche tanta gente disonesta, tanti piromani che oltre al bosco bruciano anche le aziende? Perché chi ha emesso fatture false per materiali edili e prestazioni d’opera inesistenti per consulenze, sponsorizzazioni a società sportive, vendite fasulle di merci e chi nelle banche non ha vigilato a dovere. Bene, tutta questa gente è quella che ha dato fuoco all’azienda U-TUB. Adesso chi la salva?

Chi salva 70 famiglie che lì ci lavorano? E le altre centinaia che ci avrebbero lavorato? E questa domanda pongo anche ai due disonesti, ai fratelli XXX e XXX XXX e alla ragioniera XXX XXX. Da quanti inferni, voi timorati di Dio che andate a messa ogni domenica, da quanti inferni dovete passare prima di aver espiato la colpa del male fatto a tutta questa gente a cui avete rubato il futuro? Stiamo parlando di una cifra di 1milione e 200mila euro, fatta sparire negli ultimi 18 mesi. Tutto documentato ed a disposizione delle autorità giudiziarie.

 

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