L’estate non porta con se solo il caldo, ma anche alcuni atavici problemi, come quelli ciclici del porticciolo di Palese. Porticciolo si fa per dire. I pescatori hanno iniziato ad affilare le armi della dialettica per denunciare ciò che si ripete puntuale come il solstizio. Il porticciolo d’estate diventa uno stabilimento balneare, nonostante l’ormai sbiadito cartello che dovrebbe avere impresso il divieto di balneazione.

Ci sono talmente tante persone da rendere un inferno la vita di chi in quel pezzetto di mare lavora e prova a sopravvivere. Immondizia ovunque e, a sentire i pescatori, sporadici interventi di pulizia. L’invasione di spiaggianti, senza servizi igienici dopo l’eliminazione dell’ultima latrina disponibile, diventa ingestibile.

Fuori e dentro le barche non mancano escrementi e resti di cibo. La Capitaneria di Porto? Neppure da quelle parti si vede nessuno, dicono i pescatori, ai quali è stata tolta anche la gioia della piccola festa in onore della Stella Maris. Troppo caos, la Madonna in mare non riesce neppure ad arrivarci.

Un progetto di riqualificazione ci sarebbe pure, segnalano i pescatori, ma è tutto fermo, come il dragaggio. La leggenda racconta che in passato furono trovati persino i sodi per dragare il fondale dello specchio d’acqua antistante il porticciolo, ma pare si sia fermato tutto per l’impossibilità di smaltire correttamente il materiale di risulta. Siamo andati sul posto per incontrare i pescatori e ascoltare le loro lamentele. Vincenzo Leone parla a nome di tutti: “Finora solo promesse da marinaio – tuona – qui sbarcano in massa solo durante il periodo elettorale, per il resto è solo un deserto, altro che mare e porticciolo”.

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