“Altri 20 milioni di euro, 40 miliardi delle vecchie lire, sottratti all’economia della città”. Il commento di Donato Cippone, e di tutto il comitato “Stop Centri Commerciali a Bari”, non può che essere decisamente amaro. L’esproprio messo in atto questa mattina nella zona di Santa Caterina ai danni di Nicola De Toma, che ha perso un fazzoletto di terra ereditato dal padre e ancor prima dal nonno, per la realizzazione di una struttura da 13mila metri quadri, proprio non è andato giù.

“Per costruire un centro commerciale – ha commentato amaramente Cippone – hanno espropriato, compreso il diritto acquisito dell’acqua, perché lì c’è un pozzo naturale. Non c’è stato niente da fare, non c’era la possibilità di opporsi. Con la realizzazione della viabilità di servizio, che unirà la zona di Globo con quella dell’Ipercoop, giusto per capirci, secondo l’Osservatorio Regionale del Commercio si realizzerà un’area commerciale integrata, si crea una posizione dominante sulla città”.

“Per legge tutto questo è vietato – ha sottolineato ancora l’esponente del Comitato – e noi lo abbiamo già segnalato tempo fa al Tar, siamo in attesa che si pronunci. Come il San Paolo è diventata una zona dormitorio della città, così Bari diventerà il dormitorio di questa grande area commerciale che l’Università di Lecce, ancor prima della nascita di questa nuova, ha dichiarato essere la più iperconcentrata d’Europa”.

Tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge, ma qualcuno lo è di più, visto che l’interesse di un gruppo privato prevale sul singolo…
“Stamattina, per l’esproprio, i tecnici e i dirigenti del Comune sono arrivati sulla stessa macchina con i proprietari della nuova struttura, una delle parti in causa. Noi cittadini del comitato da un lato e loro dall’altra. Il presunto volume d’affari dichiarato di questo centro commerciale è di circa 20 milioni di euro, che saranno sottratti all’economia della città e di tutti i piccoli paesi limitrofi, con il conseguente impoverimento del tessuto sociale ed economico di Bari”.

A discapito del piccolo commercio…
“Dobbiamo ringraziare l’attuale sindaco di Bari Antonio Decaro e ancor di più il suo predecessore Michele Emiliano, la cui giunta in una famosa seduta del 23 maggio 2014, due giorni prima delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, approva in soli 40 minuti ben 53 delibere, una ogni 47 secondi. Secondo la Camera di Commercio, a Bari e dintorni lo scorso anno hanno chiuso 863 attività. I negozi si stanno spegnendo, si stanno spegnendo le vie, i quartieri, si sta spegnendo la città”.

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