“In teoria ci dovrebbe essere un Vigile del Fuoco ogni mille abitanti, invece ce n’è uno ogni 15mila, siamo fortemente sotto organico. Eppure ci sono 30mila precari che vengono chiamati regolarmente ogni 20 giorni ormai anche da 20 anni, perfettamente preparati. Chiediamo solo che vengano stabilizzati”. Luigi Pellerano, dell’Unione Sindacale di Base, va dritto al nocciolo della questione. Lui, che precario non è, sta dalla parte dei colleghi e della sicurezza di tutti.

Questa mattina i pompieri si sono radunati in piazza Libertà per far sentire forte la loro voce, a Bari come in tutta Italia, la protesta interessa tutto il Corpo a livello nazionale: “Basterebbe che anche in Senato, come già successo alla Camera, fosse approvata la così detta Risoluzione Fiano”.

Tanti i problemi che li riguardano, alcuni noti, come il rinnovo del parco mezzi, ormai considerato inadeguato, o lo stipendio da fame, circa 1400 euro al mese, altri meno noti: “Siamo molto arrabbiati – ci dice il sindacalista – il Progetto Italia in 20 minuti prevedeva che potessimo raggiungere il luogo di ogni intervento in 20 minuti dalla chiamata, ma non è possibile, perché non sono stati aperti tutti i distaccamenti necessari, come per esempio Acquaviva e Grumo, Monopoli è stato addirittura già decretato. Con la stabilizzazione dei precari e l’apertura del distaccamenti sarebbe molto diverso, il progetto invece è finito nel nulla”.

“Il nostro contratto di categoria è scaduto da 10 anni, non abbiamo nemmeno il riconoscimento della categoria usurante. Abbiamo incontrato il Prefetto ed esposto le nostre ragioni, torneremo a protestare in piazza una volta al mese finché le nostre richieste non saranno accolte”.

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