La parola fine sulla storia dei 170 lavoratori del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Bari-Palese non è ancora stata scritta, almeno non per la Cgil di Bari. In un comunicato dal contenuto perentorio, il sindacato chiede un incontro al ministro dell’Interno Angelino Alfano, atteso a Bari lunedì prossimo.

“I lavoratori del Cara di Bari rischiano di perdere il posto di lavoro in assenza della clausola sociale nella nuova gara d’appalto a cura del Ministero dell’Interno – tuona la Cgil – Si tratta di 170 lavoratori che da circa 8 anni, impiegati nel servizio pubblico di prima accoglienza degli immigrati, ora con l’indizione del nuovo bando di gara in scadenza a giorni, rischiano di restare a casa senza lavoro perché non sono state previste le garanzie di continuità occupazionale”.

Abbiamo seguito fin dall’inizio la questione e da subito è apparso particolarmente incomprensibile la posizione di certi rappresentanti delle istituzioni in merito alla possibilità che i lavoratori possano non conservare la propria occupazione.

“Per ben due volte la Cgil e la Funzione Pubblica Cgil Bari, hanno registrato un nulla di fatto dal tavolo di confronto con la Prefettura di Bar, che rispetto a questa gara rappresenta la stazione appaltante – si legge ancora nel comunicato – Abbiamo pertanto ritenuto indispensabile depositare istanza all’Autorità Nazionale Anticorruzione al fine di verificare i nostri seguenti quesiti riguardanti la gara d’appalto: obbligo della “clausola di salvaguardia sociale” così come previsto dalla Legge delega 11/2016; indizione di gara europea, così come previsto dal nuovo codice appalti, trattandosi nel caso specifico di una gara superiore ai 5 milioni di euro; verifica dei margini di competenza della Prefettura nella eventuale sostituzione del personale ritenuto non idoneo”.

Per rimarcare l’importanza della questione e sottolineare la necessità di salvaguardare la vita delle 170 famiglie, il comunicato sul finire è scritto in stampatello e in grassetto. Nel caso qualcuno non capisca l’antifona. “Considerati i tempi tecnici di risposta dell’ANAC (60 giorni) e VISTA LA PRESENZA A BARI LUNEDI’29 FEBBRAIO DEL MINISTRO ALFANO LA CGIL E LA FP CGIL BARI HANNO INTENZIONE DI INCONTRARE IL MINISTRO PER SCONGIURARE TENSIONI E DISORDINI CHE POTREBBERO DERIVARE DALLA SITUAZIONE DI QUESTI 170 LAVORATORI DESTINATI A RIMANERE SENZA OCCUPAZIONE”.

 

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