Le proteste dei dipendenti del Cara e le denunce dei sindacati sembrano aver aperto uno spiraglio. Dopo il “no” del Prefetto di Bari all’inserimento della clausola sociale, necessaria perché 170 dipendenti del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo continuino a lavorare nella struttura di Bari Palese, in mattinata un comunicato spontaneo composto da una settantina di dipendenti ha espresso il proprio disappunto con parole dure. Espressioni probabilmente dettate dalla rabbia, che riportiamo testualmente: “Un bando che favorisce la mafia. I lavoratori del C.A.R.A. diventeranno i nuovi profughi del lavoro?”.

Frasi giudicate troppo pesanti dai circa sessanta lavoratori iscritti all’UGL Terziario che hanno preso le distanze da quel tipo di affermazioni, ferma restando la rivendicazione dei diritti e di tutte le altre richieste contenute nella lettera del comunicato.

Nel frattempo la situazione evolve da un’ora all’altra. Il Prefetto di Bari Carmela Pagano ha convocato per un incontro che si terrà il prossimo 19 febbraio, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. L’intenzione dei sindacati, ovviamente, è che venga garantito il futuro lavorativo ai dipendenti del Cara. Probabilmente per un errore dalla convocazione è stata esclusa l’Ugl, ma il sindacato siederà come sempre al tavolo della trattativa, con la speranza di registrare un lieto fine.

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