Il 30enne di Ceglie del Campo salito sull’aereo senza biglietto per sistemare i bagagli a moglie e figlio in partenza ha fatto il giro d’Italia. L’uomo dovrà pagare una multa da 2000 euro così come – notizia di oggi – pagheranno la stessa cifra anche una guardia giurata e l’addetto al gate incriminato. Non ci sono giustificazioni, ma avendo sollevato più volte le inumane condizioni di lavoro degli addetti alla sicurezza Securpol Puglia nell’aeroporto di Bari, occorre fare qualche riflessione.

Aeroporti di Puglia, Polizia Amministrativa, Prefettura, tutti sanno che ci sono addetti ai quali non viene concesso il riposo previsto o costretti a turni di 14 ore al giorno, che iniziano prima dell’alba. Una situazione intollerabile, che in passato ha causato diversi problemi alle guardie giurate. Nessuno ha mosso un dito per “costringere” l’azienda a rispettare il contratto. In tanti sono andati via dopo pochi giorni di lavoro proprio a causa dei turni massacranti.

Stare a guardia del traffico di passeggeri in un aeroporto come quello di Bari è un lavoro di grande responsabilità. C’è bisogno di concentrazione. Il 30enne sarà certamente passato al tornello dopo la lettura della carta d’imbarco della moglie, ma come il resto della famiglia e tutti gli altri passeggeri, non avrebbe mai potuto introdurre armi, perché sottoposto ai regolari controlli di sicurezza. Può darsi pure che al tornello sia scattato l’allarme sonoro, ma in mezzo alla confusione del momento, un solo operatore può non essere sufficiente.

Le stesse guardie giurate diventate in questi giorni zimbello nazionale, derise e offese sui social, hanno rinvenuto una pistola nella valigia di un tifoso diretto a Torino; 100mila euro in contanti e numerosi telefonini nella valigia di una donna nigeriana e buttato ogni giorno coltelli, taglierini, lame e forbici di ogni tipo. Senza contare i commenti, le proteste e le tensioni quotidiane con i passeggeri infastiditi dai controlli di sicurezza: tolga la cinta e le scarpe, apra la valigia.

Insomma, non ci sono giustificazioni per quanto accaduto, ma una multa particolarmente salata dovrebbe essere elevata a quanti sanno e non muovono un dito, lasciando che chiunque presti servizio – nessuno escluso – possa incorrere in questi grossolani errori, capace di minare in un giorno solo l’immagine stessa di tutto lo scalo barese. E per finire, va ricordato un altro episodio che ha fatto discutere, a testimonianza di come il problema possa riguardare chiunque: il passeggero cagliaritano imbarcatosi a Pisa per raggiungere la Sardegna, ma in realtà finito su un aereo per Bari.

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