“Colpa della tua intervista”, “Sarete contenti adesso che avete rovinato le famiglie di quei poveretti”, “Pensassero a multare gli extracomunitari invece di accanirsi contro gli italiani”, “Quotidiano Italiano siete dei maledetti”.

In questi giorni abbiamo raccolto insulti e improperi di ogni tipo. Dopo il nostro servizio con i venditori di bibite, granite e snack sul lungomare di San Cataldo, la Polizia Locale è tornata all’attacco. La colpa, dunque, è nostra non di chi non è in regola e dei controlli che hanno evidenziato le anomalie. Dopo Parasole è stato multato anche Pioneer: 2.500 euro di sanzione e il sequestro delle circa 200 birre appena caricare nel frigorifero sul treruote.

Alcuni dei venditori abusivi, semi abusivi, quasi regolari o alla ricerca di un’autorizzazione, ce l’hanno con noi. Quelli più intelligenti, invece, continuano a cercare un modo per dare ufficialità alla propria attività, in una città che ha sempre fatto finta di niente.

Il paradosso è servito gelato come dev’essere servita la bibita di questi tempi. Una soluzione arriva dal Comitato dei Residenti di San Cataldo. Chioschi e tasse per tutti, come successo per le regolarizzazioni flash ai tempi dell’ormai celeberrima festa di San Nicola con annessa “rivoluzione delle fornacelle“.

C’è spazio per tutti, bisogna trovare solo un modo per regolarizzare un lavoro tollerato da sempre per il quieto vivere, smosso solo da qualche multa a comando, che nessuno avrebbe pagato. Aspettano tutti, anche quelli dei “piattini con crudo di mare” N’ derre a la Lanze. La multa per ripicca o salva faccia non è mai stata la soluzione migliore per risolvere uno dei problemi sociali più sentiti della città di Bari, un paesone con mire europeistiche.

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