Due giorni fa vi abbiamo raccontato la storia dei due carbonaresi che si sono finti malati e si sono intrufolati nell’ospedale De Bellis di Castellana per rubare l’auto di un chirurgo impegnato in sala operatoria. Un piano tanto ingegnoso quanto degno di essere raccontato, vista la sua particolarità.

Qualcuno però ha avuto da ridire sulla sottolineatura della provenienza dei due individui, colpevoli del reato. “Quando i fatti sono di cronaca nera o negativi in generali, i responsabili non sono baresi ma del quartiere Carbonara”, si legge sulla pagina Facebook Carbonara di Bari Live.

Forse qualcuno non ci legge in maniera costante e questo è un peccato. Perché abbiamo scritto cose positive e cose negative di Carbonara come di Japigia, Carrassi, Libertà e San Paolo. La polemica è alquanto sterile e lascia il tempo che trova, anche perché siamo la redazione del Bari.ilquotidianoitaliano.com e dunque l’origine del delinquente o della bella iniziativa meritano di essere sottolineate.

Quello che c’è da scrivere si scrive, come quando Carbonara si è resa protagonista di iniziative positivi e non abbiamo esitato di certo a riportarlo. Non è di certo colpa nostra o dei carbonaresi se due uomini del posto si sono resi protagonisti di questo reato, così come proprio di oggi è la notizia del pluripregiudicato di soli 27 anni, sempre di Carbonara, arrestato per la detenzione di due armi clandestine.  

State pur certi che se “avessero vinto un premio Nobel o una medaglia d’oro alle Olimpiadi”, la notizia avrebbe avuto maggiore enfasi e avremmo ulteriormente menzionato l’origine carbonarese dello straordinario atleta o scienziato.

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