Coronavirus, non si capisce niente. In alcuni casi meno di niente. Persino i sindaci per cercare di avere uniformità nell’azione si affidano a una chat dove a dispensare consigli è il presidente nazionale dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Il decreto ministeriale si presta a mille o forse più interpretazioni. Si fanno appelli per evitare possibili contagi, raccontiamo di come in molti ospedali si lavori senza sosta, addirittura scegliendo tra chi deve vivere e morire, ma poi ognuno fa ciò che vuole, a seconda di come percepisca la gravità della situazione.

Da un lato 10 consiglieri regionali scrivono al governo, chiedendo di intervenire prontamente sulla Puglia, individuata persino più a rischio delle zone rosse. Vogliono interventi drastici per evitare che la gente esca o entri dai comuni in cui si sono già registrati casi positivi. Dall’altro lato non si fermano i party illegali, feste di varia natura in locali pubblici, uscite al ristorante, ogni sorta di inutile assembramento, ma soprattutto sembra proprio che a non aver compreso il momento siano le strutture sportive.

Molte palestre sono aperte e frequentate da avventori a pochi centimetri gli uni dagli altri, pronti a starnutirsi in faccia e a scambiarsi saliva in cento possibili modi. Le piscine? Non ne parliamo, tanto c’è il cloro, ma anche altri disinfettanti ammazza-coronavirus. Alcune strutture vietano l’uso degli spogliatoi e invitano a usufruire dei bagni uno per volta, come se giocando a calcio o praticando altri sport non ci si possa contagiare.

Dal nord continuano ad arrivare pendolari, pur essendo una cazzata come spiega uno di loro. Chi arriva, a maggior ragione dopo la polemica dei giorni scorsi si astengono dal comunicare la propria presenza, contagianti e non. Senza contare come i traffici di persone e merci, per esempio via mare, da e per l’Albania, possano rappresentare ugualmente un pericolo. Qualcuno parla già di polveriera, perché ormai il coronavirus è arrivato. Il criterio della provenienza geografica ormai conta poco o nulla.

Poi ci sono negozi che fanno entrare pochi per volta, non sia mai possano esserci contatti ravvicinati. Iniziative singole e con pochi controlli. Il rimedio migliore è starsene a casa. A Lizzanello il Comune ha fatto diffondere un messaggio: uscite di casa solo per approvvigionarvi di medicinali e beni di prima necessità. Il megafono è montato sull’auto della Polizia Locale che fa il giro del paese.

La Regione Puglia ha affidato alla persona giusta la gestione dell’emergenza, un addetto ai lavori esperto e di fama internazionale. Ciò che non è ancora del tutto chiaro, però, è soprattutto quanta voglia abbiamo noi cittadini di evitare realmente il contagio.

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