La nonna mangia due panini col pomodoro e ripulisce piazza Garibaldi mentre Antonio dà un colpo di ramazza in Largo Adua. Prima di loro era toccato ad alcuni migranti in giro per la città.

E poi c’è Dino Rizzi, uno che da anni combatte inciviltà e i tempi biblici di Amiu e Multiservizi. L’ultima del paladino del decoro è stata la cancellazione, in appena 5 minuti, delle frecce che sembravano falli all’ingresso del Municipio 1, in via Trevisani. Cinque minuti sembrano tanti, ma sarebbero stati molti meno se ad intervenire con le giuste attrezzature fosse stato chi viene pagato per farlo.

Il senso civico e l’abnegazione di questi e altri cittadini di cui negli anni abbiamo raccontato gesti encomiabili sono meritevoli di segnalazione, ma allo stesso tempo sottolinea i tanti interventi inadeguati da parte di chi dovrebbe provvedere per contratto al decoro cittadino.

Basta farsi un giro per le vie del centro, non solo del borgo antico, per vedere marciapiedi lerci sotto i sandali di turisti schifati. Noi stessi abbiamo dimostrato nelle scorse settimane le condizioni di degrado assoluto in cui versava via Nicolai, mentre la famiglia polacca si tappava il naso.

Il salto di qualità non arriva solo dal progetto avveniristico o dalla strada riqualificata e ridefinita europea tanto per darsi qualche aria. Quelle opere, ma in generale l’intera città, non possono bastare e sostituire gli interventi digestione ordinaria e ordinarissima. In caso contrario Bari rimarrà nell’eterno limbo dell’essere bellissima e maledetta.

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