I due blitz dei giorni scorsi n dèrre a la lanze, a distanza di 24 ore l’uno dall’altro, hanno riproposto con forza un tema sempre mai veramente affrontato, e quindi risolto, in questa benedetta città, tanto amata quanto maltrattata e umiliata dai suoi stessi cittadini.

Tradizione e folklore al giorno d’oggi si scontrano quasi continuamente con igiene, legalità, e sicurezza. È storia nota, infatti, che durante i controlli al molo San Nicola, oltre alla mancanza di autorizzazioni, tra i vari banchi le Forze dell’Ordine hanno “scoperto”, le virgolette sono obbligatorie dato che solo loro non lo sapevano, anche crostacei surgelati trattati senza rispettare la catena del freddo, ma soprattutto prodotto ittico irrorato usando acqua non salubre attinta dal vicino specchio d’acqua del porto vecchio, là dove chiunque può fare cacca e pipì, non sempre immortalato con uno smartphone. Sinceramente, quell’acqua non la useremmo nemmeno per innaffiare le piante.

Il mercato del pesce n dèrre a la lanze è finito sui siti e sulle riviste di tutto il mondo, testate ben più glamour, autorevoli e blasonate di noi, hanno dedicato pagine intere, per esempio, a blogger cinesi stregate dal fascino del crudo barese venduto sul marciapiede del molo San Nicola, non ci hanno fatto però sapere se quelle stesse blogger abbiamo poi contratto qualche malattia.

Le leggi e norme che hanno portato alle due operazioni di cui sopra, dovrebbero, condizionale anche questo obbligatorio, essere in vigore pochi metri più in là, in piazza Mercantile solo per fare un esempio. A due passi dalla caserma della Guardia di Finanza, non dei salesiani per intenderci, e mentre passavano i Carabinieri sia a piedi che in auto, come praticamente ogni sera anche ieri si è consumata la vendita di sgagliozze fritte e popizze, street food tutto locale tanto caro a turisti e baresi di ogni ceto. Tutti, nessuno escluso, si è fermato almeno una volta nella vita a comprarle.

Buonissime, per carità, sicuramente genuine non abbiamo dubbi, preparate però in mezzo alla strada, dove speso sfrecciano scooter e motorini, utilizzando una bombola di gas a un metro da un palazzo abitato, in condizioni oggettivamente non ottimali. Qualcuno dello Spesal è mai andato a controllare che siano rispettate tutte le norme in materia di sicurezza sul lavoro? Qualcuno del Sian è mai andato a controllare che siano rispettate tutte le norme igieniche in tema di manipolazione e preparazione degli alimenti? E l’amministrazione comunale, che si è sentita tradita dai venditori N dèrre a la Lanze che dice? In molti esercizi commerciali si può trovare esposto un cartello che recita: “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”. Per la Legge dovrebbe essere lo stesso. Dovrebbe, appunto.

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