Dopo più di 5 anni e per i prossimi due mesi non sarò più il direttore di bari.ilquotidianoitaliano.com. A sostituirmi sarà Gianluca Lomuto, collega e compagno di mille battaglie. Dal 2 giugno al 2 agosto non potrò soprattutto girare video o firmare pezzi. Il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti mi ha sospeso tra gi applausi di molti, compresi i detrattori che non possono comunque fare a meno di leggere e commentare il nostro lavoro.

Dovessi evitare di ottemperare al provvedimento, contro cui ho deciso di non ricorrere, rischierei l’accusa di “stampa clandestina”. Mi sono presentato davanti al Consiglio di disciplina del mio ordine professionale per discutere 8 procedimenti disciplinari. Il primo era di alcuni anni fa. Un conguaglio.

In quella sede ho appreso di altri esposti a mio carico, che non ho potuto dibattere perché non ancora notificati. Arriveranno a breve. Non potrò fatturare prestazioni – perché non ho una busta paga – in ogni caso non potrò esercitare il mio lavoro in ogni sua declinazione giornalistica. Da tempo sto valutando seriamente l’ipotesi di fare altro nella vita, ma non mi rassegno all’idea che il nostro mestiere debba cambiare, seppure in tanti continuino a far finda di niente, invocando protezione, contributi e immunità.

Si continua a far finta, per esempio, che i nostri concorrenti principali non siano più altri colleghi sottopagati o culi di pietra assuefatti alla quotidianità, ma le notizie senza controllo e filtri che circolano su Whatsapp, Instagram, Twitter o Facebook. Dovessi essere costretto a tornare indietro, avendo il vantaggio di conoscerne l’esito delle segnalazioni a mio carico, probabilmente rifarei le scelte che ho fatto. Ci sono però delle carte scritte che sanciscono i doveri di un giornalista, limitando sempre più il diritto di raccontare in maniera composita ciò che succede per strada. Quelle carte però ci sono e vanno rispettate. Non l’ho fatto e quindi ne pago responsabilmente le conseguenze.

Cronaca, contingenza e continenza sono parole che si muovono in recinti sempre più stretti, ormai striminziti. Ognuno si sente in diritto di querelarci, perché nel caso vada male si tratta solo di pagare le spese legali. Decidere di fare la velina, senza schierarsi al motto “par condicio”, passando comunicati stampa, è la scelta più comoda, l’approdo sicuro nel mare agitatissimo del giornalismo dell’era moderna, sempre sull’orlo di una riforma che non si ha mai il coraggio o la voglia di portare a compimento.

Sospeso per aver ripreso in volto le tre prostitute che mi hanno aggredito con pietre e colli di bottiglia, le stesse che ancra si prostituiscono a Sant’Anna e che mi hanno devastato l’auto personale (con un danno di circa 3mila euro) e fatto oggetto del lancio di qualsiasi cosa avessero sotto mano. Eppure ero andato sul posto da solo e solo per riprendere ciò che accadeva il giorno dopo una inutile retata. Sospeso per aver riproposto il video ormai virale dell’incidente mortale di un ragazzino in moto. Uno schianto che poteva avere conseguenze meno gravi fosse avvenuto in altre condizioni e che, a mio avviso, pur non essendoci immagini raccapriccianti, va riproposto per scatenare riflessioni soprattutto tra i più giovani. Sospeso per aver chiesto conto a un amministratore pubblico dei soldi percepiti frequentando fisicamente il suo ufficio poche ore alla settimana. Non sono una vittima o un martire, ma non sempre ciò che si racconta rispetta le regole.

Ne prendo atto, non contesto, ma mi domando cosa ci sia di diverso dal lavoro visto su mille altre testate giornalistiche in tutto lo Stivale, senza che nessuno abbia sentito il bisogno di intervenire. In tanti saranno d’accordo con la decisione della sanzione infertami, gli haters gioiranno; altri saranno privati di un pezzo di informazione diversa, forse più spregiudicata della media, ma mossa dalla volontà di non tenere nascosti accadimenti, costumi, abusi, truffe e strafottenze che al contrario nessuno saprebbe. Sono ancora sotto processo per aver dato del “paraculo” a un automobilista che mangiava in un ristorante bloccando con la sua auto in doppia fila e quando è uscito borbottando mi ha persino spintonato davanti a diversi testimoni. Tant’è. Volere, ma in questo caso vedere è potere. Il potere di scegliere e farsi domande. Così come esiste il potere dell’ipocrisia e della conservazione.

Vi lascio nelle mani sicure dei miei colleghi, certo che a muovere il nostro giornale sarà sempre la ricerca di ciò che non è stato visto e non è scontato. Per quanto mi riguarda sarà un periodo di riflessione sul mio futuro e su ciò che vorrò fare da grande varcata la soglia dei 40 anni, 23 dei quali passati a fare questo maledettissimo mestiere. Non sto partendo per la guerra, si capisce, ma chi vive la strada tutti i giorni come me sa bene e che un po’ in guerra lo siamo sempre. Forse ci ritroveremo, forse no. Per il momento è un arrivederci ad agosto.

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15 COMMENTI

  1. Che dire… solo una parola… SCHIFO… probabilmente caro Antonio hai rotto le palle a qualcuno a cui non avresti dovuto… ma alle spalle non hai Mediaset, dove tral’altro inventano e/o inventavano i servizi… si chiama censura quella che stai subendo o sbaglio? Fossi in te avrei fatto ricorso a tutto questo, mi sarei opposto cosi la dai vinta senza combattere, proprio tu che come hai scritto in ” guerra” ci sei stato giorno dopo giorno? Non so quanto possa valere per te ma ti sono vicino… E ti stimo. Buona riflessione e ad majora.

  2. Mi dispiace. I tuoi articoli sono sempre stati interessanti anche se a volte pittoreschi…più andiamo avanti e più mi accorgo che di democratico in Italia, resta poco o niente…Buona vita ma soprattutto BUONA FORTUNA! GRAZIE.

  3. Mi spiace molto per questa a mio modestissimo parere, immeritata sospensione. Spero di tornare a leggere i tuoi articoli il prossimo agosto. Continua così, c’è bisogno di informazione vera. Grazie

  4. Non ho rispettato il nostro codice deontologico e per questo sono stato sospeso. Non serve ricorrere. Grazie per la stima.

  5. Caro Antonio, ho visto molti tuoi servizi,che reputo molto interessenti. Certo molto professionali visto che il tuo stile è più da Iena o striscia la notizia in versione casareccia che da testata giornalistica seria… Inteso come “non satirica”.
    Non sei professionale quando porgi la domanda al tuo interlocutore e mentre questo cerca di risponderti gli togli il microfono e continui a bersagliarlo di domande… 😲 😳
    Ciò nonostante molti tuoi servizi sono interessanti e ti reputo anche giornalista di trincea e come tale coraggioso anche perché non hai la protezione economica delle grandi TV nazionali.
    Credevo fossi un “rivoluzionario”, uno di quelli che va contro il potere, ovunque, comunque è sempre ed invece ho appurato che tu vai solo contro i padroni, nemici di altri padroni…. Quindi, non sei per il “bene comune” e quindi per un informazione libera e vera… Ma per un informazione faziosa…

    Salvini è venuto a Bari. Un tot di baresi lo hanno slinguettato, la maggioranza, da buoni meridionali, lo hanno contestato.
    Tu invece di far vedere tutto… Cioè tutta la strada, con le due fazioni di baresi, sia quelli veraci che quelli prostituitisi, hai mostrato solo la versione che faceva comodo a te e alla tua fazione con un sevizio vergognosamente di parte.
    Il giornalismo serio è fatto di imparzialità, perché poi perde di credibilità.
    Credevo fosse un verace barese ed invece ho scoperto che sei di Varese… 😢 😢

  6. bhe dopo tutto in croce rossa una persona e’ stata licenziata…e tu non facesti niente per pubblicare e sollevare lo schifo che regnava e regna in croce rossa a bari, e questo perche tu hai voluto coprire i tuoi amichetti.
    adesso che sei stato fatto fuori tu…ci dobbiamo dispiacere? e no….adesso prova tu il dolore di essere tolto il lavoro…

  7. Buongiorno Antonio, scrivo da Ginosa, ho una grandissima stima e rispetto per la tua persona, nonostante la distanza ho sempre letto con quotidianità i tuoi articoli.
    Non ho parole, ti sono vicino come lettore e come persona.
    Tieni duro, abbiamo bisogno di gente come te!
    A presto, Giulio.

  8. ….non è possibile…..non ci posso credere….!!Siamo alla pura follia!Ma come si fa a sospendere un bravo giornalista come te!Sempre attento a tutto ciò che avveniva nel nostro territorio(sia bello che brutto).Con i tuoi servizi,ho saputo tante cose su Bari e dintorni che non conoscevo.Ti consiglio di continuare a combattere perché te lo meriti, i tuoi servizi giornalistici ormai, sono diventati indispensabili per tantissimi di noi che ti seguono!Augurissimi e ti vogliamo rivedere al più presto!

  9. Da dinosauro del settore apprezzo la lettera e lo scritto, soprattutto il riconoscimento che quando ci sono le regole vanno rispettate. Bisogna avere però il coraggio di cambiarle. E di ripensare anche il ruolo del giornalista. Che non ha il diritto di essere supponente su niente, che ha molti più doveri che diritti, che è un cronista che raramente deve commentare i fatti ma sempre conoscerli e, solo dopo, farli sapere, che è obbligato al massimo rispetto verso tutti, che non deve aggredire né provocare l’interlocutore. Sei giovanissimo, continua a lavorare, c’é comunque estremo bisogno di gente come te. Auguri, con stima, Umberto Ottolenghi

  10. se si accetta la sanzione senza ricorrere vuol dire che è giusta, inutile fare questi piagnistei. ognuno ha dei limiti da rispettare nel proprio lavoro… in bocca al lupo per una rapida risoluzione comunque

  11. Si rispetta la sanzione, ma non è detto che la si condivida. Detto questo, non è un piagnisteo, ma alcune riflessioni sull’evidente allergia alla discussione sul cambiamento.

  12. Apprezzo molto il tuo commento, seppure sul giovanissimo ormai avrei da ridire.

  13. pubblico il tuo commento solo per dirti che mi hai scocciato con questa storia. Io non sono fuori, sono sospeso per due mesi. Comincio a credere che quel licenziamento sia stato giusto, ma di una cosa sono sucuro: non sei stato licenziato per colpa mie e tantomeno posso errere io la causa di un tuo eventuale reintegro.

  14. Ognuno ha di me un’idea di me diversa e forse la mia forza è proprio questa. Non ho votato Salvini e il centrodestra alle europee e non lo avrei votato fossi stato un elettore barese. Tuttatavia ho dato spazio a una visione diversa da quella ampiamente diffusa su tutte le altre testate della città. Nessuno di noi è imparziale, neppure tu scrivendo questo commento. Il vero problema è l’ipocrisia che anima i giudizi, fatti sapendo che ciò che si scrive non può essere rispondente al mondo in cui viviamo. Approvo anche il tuo commento perché io sono libero di fare ciò che mi pare e tu hai trovato spazio sul nostro giornale.

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