Il Tribunale di Bari ha definitivamente archiviato una querela presentata da Francesco Rocca e Flavio Ronzi. Io e Adolfo Cristiano Degni, difesi dagli avvocati Nicola Quaranta e Donatella Convertini, eravamo accusati di aver diffamato il presidente nazionale e internazionale dell’ente e il suo uomo di fiducia.

La querela è risultata infondata, perché non provata e come se non bastasse il ricorso contro l’archiviazione chiesta dal pm è stato presentato oltre i termini previsti per legge. La Magistratura sta piano piano facendo chiarezza, dimostrando senza mezzi termini quanto il diritto alla difesa della propria onorabilità, sia invece usato come mezzo per esercitare pressioni nei confronti di chi non è allineato al pensiero del capo.

Anche quando alla vigilia delle scorse elezioni per il rinnovo delle cariche di Croce Rossa, avevamo definito Francesco Rocca ex spacciatore di eroina, il Tribunale aveva sentenziato che non era stato diffamato nessuno, essendo stato Rocca in gioventù uno spacciatore di eroina.

“La giustizia italiana è lenta, ma arriva”, scriveva lo stesso Rocca su facebook per annunciare la mia unica condanna in contumacia all’ennesima querela avanzata dal suo presidente. Denuncia contro la quale non mi è stato possibile difendermi, ma contro la cui condanna ho presentato appello.

Non avevamo e non abbiamo niente di personale nei confronti del benemerito ente umanitario, ma il tempo e la Magistratura stanno dimostrando che la nostra era una battagli di principio legittima, nei contenuti oltre che nelle modalità. Francesco Rocca e Flavio Ronzi sono stati condannati al pagamento delle spese legali e a 258 euro in favore della cassa delle ammende.

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