Franco Cinquepalmi, 56 anni, da un ventennio insieme alla moglie titolare del pub “La Cambusa”, nella piazzetta di Torre a Mare, si sentiva trattato come un criminale dalle istituzioni con le quali aveva provato ad avere una interlocuzione.

Era ossessionato dalla denuncia penale per i presunti abusi edilizi riscontrati nel suo locale in uno degli ultimi controlli, di cui pure vi avevamo dato conto. Lui, che rifiutava consigli su come assumere truffaldinamente qualcuno, eludere le tasse o pagare in ritardo sanzioni di ogni tipo, non riusciva a farsene una ragione, soprattutto negli ultimi tempi.

Ad un certo punto del suo abisso Franco, laureato in economia e commercio, pescatore fenomenale, sempre sorridente e molto altruista, s’è convinto che l’unica via d’uscita fosse la morte. Il filo si è spezzato ieri mattina, quando ha deciso di farla finita, non senza lasciare un biglietto per spiegare le ragioni del suo malessere. Biglietto sequestrato dai Carabinieri.

Il commerciante non era sereno. Conscio di tutti i sacrifici fatti per portare avanti lealmente la sua attività, l’idea della denuncia penale non lo faceva dormire la notte. Poi i controlli per qualcosa che esisteva da sempre e per cui ha cercato di trovare una soluzione diversa dall’essere trattato come un criminale, dovendo andare in Tribunale a risponderne penalmente.

La storia di Franco ci indigna profondamente, emblema di una città  e più in generale di un Paese che fa finta di niente. Così, mentre un commerciante s’ammazza, nello stesso preciso momento, una quantità di furbi e veri criminali cercano e nella maggior parte dei casi trovano il modo per fottere il prossimo, le leggi, il fisco e lo Stato.

L’ultima volta che ci avevo parlato, Franco cercava di spiegarmi quanto fosse deluso da quell’accanimento, dal fatto che avrebbe dovuto mettere quattro ruote sotto la struttura per portarla via all’occorrenza. Prima di andare via, sfottendolo, gli diedi appuntamento davanti a un piatto di orecchiette o una birra con sgagliozze abusive, da mangiare all’aperto o in qualche sottano del centro storico, a due passi dalla Guardia di Finanza.

Viviamo in un Paese che si accanisce con chi è riuscito fare qualcosa per migliorare non solo la sua condizione, ma tollera farabutti e approfittatori, perché a quelli non gli si può togliere niente. Figuriamoci la vita.

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