All’indomani del rogo dei cassonetti nella zona Umbertina di Bari, alcuni colleghi si sono fatti prendere un po’ troppo la mano, parlando di chiaro segnale all’amministrazione comunale e al Sindaco. Non solo. A poca distanza dal voto si sarebbe trattato di un atto di vandalismo così ben architettato da non poter essere altro che un avvertimento su quanto calda sarebbe potuta essere la campagna elettorale.

Ecco il modo peggiore per evitare che la campagna elettorale possa davvero andare  a fuoco. Libertà di pensiero, opinione ed espressione, ma almeno in questi casi prima di gridare al complotto, all’atto intimidatorio, a fazioni in lotta (come qualcun altro ha scritto), bisognerebbe pensarci anche dieci volte.

Non esistono santi nella città di Bari. Lo sappiamo, è una dichiarazione scioccante, ma è la verità. Chi è senza peccato bruci il primo cassonetto. Ad operare è stata una sola persona, beccata in men che non si dica dopo la giusta denuncia, che forse il Sindaco Decaro non lo conosce neppure e certamente non sa neppure i nomi degli amministratori del capoluogo pugliese, arrivando lei dalla provincia.

Una donna sola, in cerca di protagonismo. Nessun chiaro segnale all’amministrazione, men che meno al suo Sindaco. Nessun avvertimento pre elettorale. Se questo è il buongiorno, se davvero anche noi ci mettiamo a buttare sul fuoco benzina invece che acqua, sarà certamente una campagna elettorale molto calda. In queste ore frenetiche, alla ricerca dell’organizzazione criminale artefice dell’attacco militare ai cassonetti, si è detto persino che Bari è di nessuno e per questo non si tocca. Casomai Bari è di tutti ed è l’unico motivo per cui nessuno può appuntarsi medaglie ingiustificate sul petto già gonfio in pieno stile elettorale.

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