Solidarietà ai giornalisti e a tutti gli altri dipendenti della Gazzetta del Mezzogiorno che rischiano il posto di lavoro. Un padre e una madre di famiglia che perdono il proprio sostentamento vanno appoggiati. In queste settimane abbiamo assistito a una gigantesca difesa popolare del giornale e dei suoi 130 anni di storia. Sui social è esploso #iostoconlagazzettadelmezzogiorno e tutti sono corsi in edicola per acquistare il quotidiano.

Anche chi non lo legge abitualmente ha voluto dimostrare la propria vicinanza alla Gazzetta. Seppure l’interesse reale di molti è stato il solito selfie, calcolando il crollo delle vendite fin dal giorno dopo a quello del flash mob. La Gazzetta del Mezzogiorno non è il primo quotidiano che rischia la chiusura (l’arresto del suo editore non è certo la causa della crisi).

Quante copie ha tirato e venduto negli ultimi 5 anni il giornale? Quali erano i dati reali prima che si arrivasse allo scandalo siciliano? Tanti hanno già chiuso i battenti, per esempio Barisera, altri si sono ridimensionati o hanno scelto di passare al digitale. La levata di scudi a cui abbiamo assistito in questo caso, però, non ha precedenti e crea diversi sconquassi nel settore dell’editoria, generando una informazione di serie A ed una di serie B, seppure di blasone solo sulla carta, è proprio il caso di dire.

Se uno vuole liberamente sostenere la vertenza di un gruppo di lavoratori può farlo, ci mancherebbe. Ciò che proprio non capiamo è perché un ente pubblico, quindi finanziato coi soldi di tutti i pugliesi, lunedì prossimo debba acquistare mille copie del quotidiano da distribuire ai propri dipendenti e clienti per un valore di 1.300 euro. E lo fa annunciando il gesto, con tanto di dichiarazione ufficiale del presidente di Acquedotto, Simeone Di Cagno Abbrescia.

La Gazzetta del Mezzogiorno è uno dei tanti quotidiani che con grande fatica cerca di sopravvivere. Perché, a differenza degli altri organi di informazione in crisi, merita l’appoggio di un ente pubblico e perché tutti i pugliesi, quindi anche quelli contrari, dovrebbero sostenerlo? Quei soldi non dovrebbero essere impiegati per migliorare i servizi offerti dall’Acquedotto ai suoi utenti? Perché aziende di altri settori non hanno diritto a un contributo economico dell’ente pubblico? Indipendentemente dall’opportunità, è una cosa che si può fare così a cuor leggero? Perché non acquistare la solita pubblicità sulla Gazzetta, come fatto decine di altre volte da Aqp, invece di fare un gesto così plateale e dispendioso? Il sostegno incondizionato alla Gazzetta del Mezzogiorno da parte di Acquedotto non mina forse la stessa libertà dei suoi giornalisti tanto sbandierata nei messaggi solidali di queste settimane?

Solo una parte esigua degli articoli e delle battaglie pubblicate dalla Gazzetta del Mezzogiorno hanno e hanno avuto un carattere pubblico e una pubblica utilità. I quesiti che da giornalisti e prima ancora da cittadini pugliesi ci poniamo sono tanti. Il presidente dell’Acquedotto, certamente non un comune operaio che tira a campare, avrebbe potuto acquistare le mille copie coi suoi soldi, non con quelli di tutti.

IL COMUNICATO DI AQP –  Mille copie de La Gazzetta del Mezzogiorno saranno distribuite lunedì 7 gennaio p.v., a clienti e a dipendenti di Acquedotto Pugliese. A Bari, i giornali saranno consegnati presso le sedi di via Cognetti e di via Vittorio Emanuele Orlando. E’ un gesto simbolico di solidarietà alla popolarissima testata che storicamente, da 130 anni, ha rappresentato e rappresenta l’informazione del Sud. E’ la partecipazione dei lavoratori di AQP alle vicende che questi giorni il quotidiano, i giornalisti e i poligrafici stanno vivendo, fino al rischio chiusura.

Alla distribuzione dei giornali presso lo sportello AQP e sede di via Emanuele Orlando, interverranno il Presidente, Simeone di Cagno Abbrescia e l’Ad, Nicola De Sanctis. A loro, ai clienti e ai dipendenti porterà il proprio saluto, unito al sincero ringraziamento di tutti i lavoratori del quotidiano barese, il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso.

“Il nostro è un contributo, emblematico e significativo, verso una testata cui Acquedotto Pugliese è legata a doppio filo”, dichiara Simeone di Cagno Abbrescia. “C’è una storia ultracentenaria che accomuna due istituzioni tra le più importanti della nostra Puglia, ma c’è soprattutto il debito di riconoscenza nei confronti di un giornale che, da sempre, ha avuto a cuore le sorti della nostra azienda, battendosi per il suo progresso e la sua crescita, registrandone giornalmente le sue vicende al servizio del territorio e dei cittadini. Questa è un’occasione speciale per rafforzare il vincolo di amicizia e di vicinanza di AQP a La Gazzetta del Mezzogiorno della cui presenza, della cui voce, tutto il Sud non può essere privato.”

“È il nostro tributo di affetto e di amicizia – ha affermato da parte sua l’Ad Nicola De Sanctis – verso un’istituzione culturale che, con l’informazione, si è rivelata decisiva per il contributo di idee e per l’appoggio convinto offerto al dibattitto sul ruolo di Acquedotto Pugliese. La prestigiosa e autorevole vetrina de La Gazzetta del Mezzogiorno ha dato grande impulso e dignità istituzionale e nazionale ai temi dell’approvvigionamento idrico in Puglia e in gran parte del Mezzogiorno e al compito svolto dall’azienda che ne garantisce la gestione, attraverso importanti progetti e le sue spiccate professionalità”.

Un’iniziativa semplice ed emblematica, per un rilancio dell’impegno comune, allora, per le migliori fortune del giornale. Un momento di riflessione collettiva per ribadire la centralità dell’informazione nel dibattito e nelle scelte per il futuro della Puglia e del Mezzogiorno; futuro nel quale Acquedotto Pugliese è chiamato a giocare un ruolo sempre più da protagonista.

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