L’inarrestabile psicosi del “negro”, motivo in più per decidere di mettercene uno dentro casa. Il brutto ceffo non si riconosce dal colore della pelle, ma dagli atteggiamenti, gli stessi che una ragazza avrà frainteso questa mattina in un centro del Barese.

Intorno alle 7.50 la ragazza si è sentita a disagio perché nelle vicinanze c’erano tre uomini di colore. Il delirio ha contagiato anche alcuni passanti e a maggior ragione il padre della “vittima”. Sì, vittima di una psicosi che sta prendendo il sopravvento sul buonsenso.

Il genitore ha allertato i Carabinieri su invito degli stessi tre “aggressori”. Continuavano a dire: “Vai dai Carabinieri, tanto non possono farci niente”. Oltraggio al perbenismo o incitazione da innocenza? Vallo a sapere.

Il diverbio nato prima dell’intervento dei militari – arrivati quando non c’era nessuno all’orizzonte – ha solo esasperato gli animi, ma cosa sia realmente successo non si è capito e forse non si capirà mai. In questi casi la verità dei fatti è molteplice.

Assume sfaccettature bianche o nere a seconda di chi racconta l’accaduto, in una specie di telefono senza filo spesso viziato dal pregiudizio. Una versione racconta di una possibile aggressione; un’altra del delirio collettivo alla visione del “negro”. Non siamo razzisti, nessuno lo è, però… Però alla fine corriamo il rischio di sembrare tutti un po’ razzisti.

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