Ultimi scampoli di quelle che non si possono definire ferie. Una mamma indignata si fionda in redazione, vuole la cancellazione immediata di un video dal canale YouTube del giornale. In sede non c’è nessuno e allora parte l’invettiva telefonica, come se qualsiasi mitomane possa chiamare personalmente il direttore di questa o quell’altra testata.

Nel video incriminato si vede il figlio minore della donna. La telefonata è illuminante. Scopriamo che la “pazza” impegnata a terrorizzare il quartiere San Paolo altro non è che uno scherzo. Una famiglia annoiata a Ferragosto ha deciso di prendere spunto dal celebre film “The ring” per divertirsi un po’. Niente di male. La cosa incosciente di questa storia arriva nel momento in cui il video finisce sui cellulari di mezza Italia. Diventa virale in un batter di ciglia. I baresi si dividono e in rete si scatena l’inferno.

Ma che diavolo di scherzo è? Perché coinvolgere il bambino in quella ripresa idiota? La giustificazione è imbarazzante: “Era solo uno scherzo di famiglia”, tanto personale da essere diventato di dominio pubblico. Il giornale, scopro al termine della telefonata, è solo il capro espiatorio. È più facile scaricare in questo modo la propria incapacità. Tant’è.

Il video originale, in cui in ogni caso o’ scarafone era riconoscibile solo a mamma soia, è stato ricaricato con ulteriori maschere. L’unica a doversi togliere la maschera però è proprio quella mamma, incapace di evitare che quello scherzo ferragostano mettesse in mezzo suo figlio, finendo inoltre per creare scompiglio tra la cittadinanza. Procurato allarme? Forse sì, forse no. La prossima volta pensateci bene prima di fare uno scherzo del genere.

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