Dopo sette ore di inutile discussione, ad eccezione dei consiglieri Di Rella, Caradonna e De Robertis, l’opposizione fa mancare il numero legale, proprio quando il Consiglio comunale avrebbe dovuto votare la contrarietà formale alla costruzione dell’inceneritore. Un Consiglio comunale autoconvocato proprio da quanti hanno abbandonato l’Aula Dalfino. Un pauroso autogol, inaccettabile per chiunque abbia avuto la sciagura di assistere alla diretta streaming o peggio ancora per quei poveracci che hanno scelto di andare a Palazzo di Città.

L’obiettivo ieri sarebbe dovuto essere comune: un secco no alla costruzione dell’inceneritore, che tra l’altro ha seguito un iter attuativo spaventosamente lacunoso. L’impressione che i cittadini hanno avuto, tanto per restare in tema calcistico, è stata quella dell’imperdonabile fallo di reazione.

Come una manica di narcisi, i consiglieri di opposizione hanno deciso di non votare l’ordine del giorno della maggioranza, ormai sbugiardata in lungo e in largo sulla questione inceneritore, solo perché non era stato messo ai voti il loro.

Come se l’aspirazione dei baresi oltre che dei cittadini di tutte le comunità coinvolte da quell’esperimento fosse la paternità di quella contrarietà e non il parere stesso. Peccato, si è persa un’altra occasione di dimostrare che la politica è in grado di rigenerarsi, soprattutto nei comportamenti oltre che nei suoi rappresentanti.

print

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here