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Palloncini e festoni fatti sventolare dall’ombrellone del bar alla Colonna Infame, poi sedie pieghevoli per completare gli insufficienti posti a sedere delle panchine e, infine, la torta e gli auguri in piazza Mercantile, cuore del centro storico barese. Buon compleanno, chiunque sia il festeggiato.

Il cameriere del vicino locale sorride nel vedere stampato il mix di fierezza, meraviglia e indignazione sul volto dei passanti, molti dei quali turisti stranieri. “Non è la prima volte – dice – arriva la torta, ma spesso si banchetta alla grande. In fondo questa è casa loro, abitano qui nel centro storico e lo sfruttano al meglio”.

La dichiarazione è emblemtica del concetto che si ha della cosa pubblica, da poter sfruttare come meglio si vuole. “Si vabbé, ma questo era solo un compleanno, mica la parata delle Ferrari”. E ancora: “Se alla fine puliscono che male c’è?”. I commenti raccolti in piazza sono molteplici. In tanti gradiscono, molti altri scuotono la testa: “Solo a Bari puoi vedere una roba simile”.

Il paragone con i ferraristi padroni della Basilica di San Nicola, ai quali è stata riservata intimità privando chiunque altro di quel luogo comune, è forse eccessivo, ma il pensiero corre veloce. In questo caso, seppure all’aperto e senza buttafuori, nessuno dei passanti se l’è sentita di andare a sedersi sulle “panchine del festeggiato”, di andare a disturbare l’intimità della festa e quindi quel luogo pubblico è rimasto inaccessibile per alcune ore.

Del resto, se decidi di metterti alla “gogna” cittadina, devi aspettarti di tutto. È giusto o non è giusto? Il dibattito è aperto.

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