“Uomo di colore nudo sulla spiaggia di Pane e Pomodoro”. Lo abbiamo letto mille volte, forse più, ma anche mettendoci al contrario, c’è sempre scritto: “Uomo di colore nudo sulla spiaggia di Pane e Pomodoro”. La cosa ha creato meraviglia e indignazione tra i bagnanti dell’affollatissima spiaggia cittadina. Abbastanza ovvio.

Per questo, o forse per aver definito quell’uomo di colore “dotato”, siamo stati accusati di essere xenofobi da qualcuno; affamati di click da altri. Razzisti e moralisti, gli uni contro gli altri, in un duello all’ultima idiozia, in quell’eterna lotta per il predominio della ragione, che non prevede la convivenza di pareri differenti.

Abbiamo provato ad appassionarci a commenti ed offese di varia natura, ma proprio non siamo riusciti a trovare una ragione valida per rispondere singolarmente alle dichiarazioni scritte andando ben oltre il limite della querela, ma neppure a quelle vigliacche di chi allude a un certo modo di fare giornalismo e rimane vago com’è vaga l’accusa mossa. Per noi, quell’uomo di colore, scheletrico, che s’è fatto il bagno nudo è meritevole di una notizia, seppur breve, senza firma ed approfondimenti.

Avesse avuto le mutande in una spiaggia di nudisti sarebbe stato ugualmente meritevole di notizia. Non sarebbe cambiato nulla fosse stato bianco, musulmano, gay, alcolizzato, malato. In qualunque modo esaminiamo la faccenda, rimane un uomo di colore nudo sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. Solo questo.

Puristi e bigotti del giornalismo e della morale, quelli che mentre cercavamo conferme stavano con le chiappe chiare su un’altra spiaggia, si dicono terrorizzati dal razzismo, ma soprattutto dal nostro modo di fare giornalismo. Ciò che spaventa noi, invece, è l’utilizzo strumentale delle notizie. La preoccupazione principale di ciascuno di noi, dei giornalisti in particolar modo, è quella di accertare la veridicità delle informazioni, non certo di come le notizie possano essere utilizzate per i propri scopi personali da mitomani, fanatici, psicopatici, frustrati, ipocriti, aspiranti star, moralizzatori e fottuti razzisti.

Per non scontentare nessuno siamo riusciti persino a sbiancarlo quell’uomo di colore, nudo sulla spiaggia di Pane e Pomodoro.

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1 COMMENTO

  1. I turisti della cultura sono quelli che stanno da una parte o dall’altra. I turisti della cultura sono quelli che disapprovano il pensiero altrui. I turisti della cultura sono quelli che credono di sapere e non sanno nulla. Al pari di chi gira il mondo con viaggi organizzati (accompagnati da guide che ne sanno poco più di loro), questi turisti della cultura, sono prodighi di lezioni per tutti. A qualche turista della cultura, che distrae e sentenzia sul colore o la fame del nudista, sfugge un piccolo particolare, e cioè che il tipo era completamente nudo. Non che non si possa fare, ma su una spiaggia frequentata da molti bambini, non è proprio opportuno. Quanto alla linea politica di un qualsiasi giornale, è da turista della cultura pensare che non ne abbia una.

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