Ciò che viene da dentro la pancia del cittadino qualunque è un fragoroso: “Andatevene al diavolo”. E non avrebbe neppure torto. Sì, perché, al netto della puzza di piscio che si sente salendo le scale del Molo, ciò che fa davvero impressione è lo spettacolo che si presenta agli occhi del turista affacciato al muretto per respirare la brezza marina.

Tutto condito dalla colonna sonora neomelodica napoletana stampata su cd abusivi. Non meno abusivo di chi comunque tenta di piazzare i propri frigoriferi. Un tappeto di siringhe; l’ultima lasciata solo un’ora prima di girare queste immagini.

Drogarsi nel cuore della festa. A Bari, città generalmente distratta, attenta soprattutto all’imbellettamento piuttosto che alla sostanza, è possibile. Nessuno si è accorto di quella ringhiera usata come scala per ragiungere la disperazione, mentre imperversano stategie e piani di sicurezza per il G7.

Sicurezza per chi? In questi tre giorni ci pensa San Nicola, protettore di chiunque, anche di turisti, tossici e amministratori distratti dai lustrini. I baresi, si sa, ormai hanno fatto gli anticorpi.

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