Ormai è diventata una crociata. Non c’è frequentatore occasionale o abituale dell’aeroporto di Bari-Palese che non si sia scagliato contro l’abolizione della sosta iniziale gratuita. Parlano tutti tranne le istituzioni, che avrebbero la possibilità di intervenire, purtroppo prese dalla bagarre politica al punto tale da aver quasi perso il contatto con la realtà. Il nuovo corso partirebbe dal primo marzo. Niente più quarto d’ora gratuito per accompagnare e prendere i parenti e amici dall’aerostazione barese. Una mazzata ingiustificata, qualunque siano le ragioni addotte, anche fossero quelle legate alla sicurezza tirate in ballo per cercare di zittire tutti. Si tratta di una tassa insopportabile. Punto.

È intollerabile l’alternativa rappresentata dal parcheggio lontano centinaia di metri di distanza dall’aeroporto. Un percorso particolarmente difficoltoso per molti dei passeggeri che hanno bisogno di essere accompagnati nelle vicinanze dell’ingresso. Non esiste una pensilina lungo il percorso. Appare abbastanza evidente che si tratti di un’operazione per fare cassa.

Chi frequenta gli aeroporti italiani, da Milano a Catania, da Verona a Trapani, da Pisa a Roma, sa bene che non esiste altro scalo in cui si paga la sosta breve utile a scaricare bagali e scambiarsi i saluti. Se dobbiamo dirla tutta, non solo il parcheggio iniziale deve restare gratuito, ma dovrebbero essere addirittura ridotti i costi dei parcheggi a pagamento più a ridosso dell’aeroporto.

A molti sembra un argomento di poco conto, ma in realtà si tratta di una questione particolarmente sentita che non può essere trascurata dal Sindaco di Bari, ma soprattutto dal Presidente della Regione Puglia. Tra un comizio e l’altro, uno sgambetto e una sfida al comando, baresi e pugliesi tutti attendono un intervento sensato.

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