È bastato il gesto di un uomo per far tremare dalle fondamenta la politica degli annunci e i difensori d’ufficio degli stipendi d’oro e dei vitalizi della politica. Il Presidente del Consiglio Comunale barese, Pasquale Di Rella (PD), ha annunciato la riduzione del 5 per cento del suo stipendio. Si parte ad ottobre, non nel 2020 e si va avanti fino al termine del mandato. Ha già dato disposizoni in tal senso.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è stato battuto sul tempo. Da un lato la politica degli annunci, dall’altra un piccolo gesto, che ha generato scompiglio. L’obiettivo è quello di alleggerire il peso dei costi della politica sul bilancio comunale, spiega Di Rella. Noi, al suo pari, speriamo che l’iniziativa sia prontamente condivisa da parlamentari, assessori e consiglieri comunali, ma anche dai sindaci di tutti i Comuni pugliesi, indipendentemente dal colore politico. In fondo, c’è solo una buona e una cattiva politica.

Certo, è necessario che la singola iniziativa del presidente Di Rella trovi seguito in coerenti iniziative di legge, ma intando il sossolino nello stagno dei faremo e dei provvederemo, è stato buttato. In questo momento lo staranno maledicendo in molti Di Rella, soprattutto quanti si schierano al fianco della gente in difficoltà con le parole ma poi, coi fatti, difendono con le unghie e coi denti i propri vitalizi. Indennità indecenti se confrontate con stipendi e pensioni di chi davvero non riesce ad arrivare a fine mese.

In attesa della fatidica legge, però, a dare l’esempio potrebbe essere proprio il PD, il partito di Emiliano e Di Rella. Chiunque riveste un ruolo istituzionale potrebbe ridursi lo stipendio, semplicemente. Da qualche parte bisogna cominciare. Basta coi proclami e coi provvedimenti da prendere nell’anno che verrà, ormai tutti lo sanno che non può essere tre volte Natale e festa tutto il giorno.

 

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