Una commissione di esperti sceglierà un ventaglio di proposte da sottoporre ai baresi che, attraverso un sondaggio, tra un mese, daranno un nome al ponte dei fantarecord, costato un botto più di quanto stabilito inizialmente. E allora, solo allora, potranno vivere tutti felici e concentrati sui problemi reali della città. Si spera.

Noi, un nostro personalissimo sondaggio lo abbiamo già condotto, su un campione considerevole pescato a tromba tra la gente dei quartieri popolari. Potete chiamarlo come credete: 9 maggio, 9 settembre, Dalfino, Labriola, persino al gorilla lo potete dedicare, ma per i baresi sarà sempre il ponte “del Cimitero” o “di Deodato”.

Pensateci un attimo: chi saprebbe dire senza tentennamenti a chi sono intitolati realmente il ponte del Policlinico o viale Pasteur, il ponte di Japigia, il ponte del Lungomare o di Vagno, il ponte di corso Cavour? Non andate su google, ci abbiamo già pensato noi. Tanto per la cronaca, nell’ordine viale Solarino, Padre Pio, Garibaldi e XX Settembre.

Certo, un nome bisognerà pure darlo al ponte strallato, ma forse a quel ponte, che porta da un punto A a un punto B, in questo momento è stata consegnata l’eccessiva responsabilità di distrarre l’attenzione popolare da ciò che conta sul serio, dai problami di tutti i giorni. Però, vuoi mettere? Il ponte ponente ponte pì ha cambiato sensibilmente lo skyline della città, tappe tappe rugia.

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3 COMMENTI

  1. Io lo chiamerei ponte asse nord sud, come sin dall’inizio è stato definito. Altri nomi confonderebbero l’esatta ubicazione del ponte…

  2. Rendere difficili le cose facili, è caratteristica dei burocrati e dei politici. E’ una verità acclarata, perchè chi sa fare, fa senza tanti fronzoli. I nostri avi, pur ignoranti scolasticamente, avevano un senso comune molto più sviluppato del nostro e semplificavano al massimo ogni cosa. Allora la strada per andare a Mola di Bari, la chiamavano Via di Mola (c.so Sonnino); la strada per andare a Capurso, la chiamavano Via Capurso (via Amendola); quella per andare a Carbonara, Via Carbonara (c.so B. Croce + c.so A. De Gasperi); quella per il picone, Via Del Picone (v.le Salandra + v.le Ennio); quella per andare a Napoli, Via Napoli (unica invariata) ecc.ecc. In questa maniera identificavano immediatamente la strada, che poteva anche assumere un nome da una particolare caratteristica del luogo dovuta a leggende, proprietari o altre peculiarità che, comunque, davano subito l’idea del posto in argomento. Lo chiamassero come piace a loro, per me è: “U’ pond du Camb’sand”.

  3. E quanto è costato si può sapere? Non è che sarà del cimitero perché ci coprirà di debiti?

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