Sorrisi e polpi crudi, salamelecchi e sorrisi all’ombra dei trulli, chiacchiere (tante) ma soldi veri ancora niente: l’ennesimo fenomeno straniero del calcio approda a Bari e prima che tutto si sia concretizzato davvero, viene ricevuto con tutti gli onori dal primo cittadino.

L’impressione della farsa alla Totò, che insieme a Nino Taranto ha nobilitato il genere sino a farne un capolavoro del cinema, è fortissima. Ai baresi, evidentemente, piace la pagliacciata, anche istituzionale e Antonio Decaro è barese.

Questo simpatico e ilare signore malese, Datò Ahmad Noordin, al momento, non ha scucito un centesimo vero. Arriva con credenziali di solidità e affidabilità, ma soldi veri, ancora, non ne ha fatti vedere. In una città normale, si sarebbe atteso di chiudere profittevolmente l’affare, incassare i bonifici e solo allora stappare lo spumante, magari anche in presenza di un sindaco (e non a Palazzo di Città o della Provincia, meglio in un albergo o a casa di qualcuno).

Resta da sapere perchè Antonio Decaro abbia avvallato con il proprio prestigio istituzionale, ospitandoli nella sede istituzionale, del Comune prima e della Città Metropolitana poi, dei signori che stanno per concludere un affare privato (un problema, questo del protocollo che ha presentato spesso più di una défaillance, ma pare che non interessi nulla a nessuno).

Le malelingue che avevano preconizzato un “raffreddamento” dei rapporti fra il Bari e  il Datò (che è titolo onorifico, non parte del nome) nel caso in cui la squadra avesse zoppicato alquanto per andare in serie A, forse non si sbagliavano: ora che è a rischio anche il quarto posto e dunque diventa caotica la kermesse dei play off, la massima serie (e i soldini delle TV) si allontanano, l’affare si stempera, il polpo ammuffisce e i sorrisi si gelano.

Niente A, niente affari, niente soldini: qualcuno andrà a vedere questa mano, prima o poi. E il rischio che sia un bluff, o peggio, può concretizzarsi da un momento all’altro. Era dunque proprio necessario ricevere i giocatori di questa partita a poker proprio al palazzo della Città Metropolitana, posto che già erano stati accolti a Palazzo di Città? E se fossero dei volgarissimi bari? Già, bari con la minuscola: gli ennesimi che con la benedizione ebete di un sindaco miope, prendono in giro Bari, con la maiuscola.

 

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1 COMMENTO

  1. Bravissima…….articolo scritto in modo impeccabile e con l’obiettività di un vero giornalista.
    A Milano e Roma i presidenti delle relative squadre non sono stati acconti da nessuna autorità politico istituzionale.
    Riflettiamo

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