Il servizio andato in onda ieri nella puntata delle Iene è solo la parte più evidente di un sistema che continua a proliferare soprattutto grazie alla “distrazione” degli enti pubblici. La notte scorsa abbiamo ricevuto decine e decine di messaggi con il link al pezzo della nota trasmissione di Italia Uno. Il servizio è stato girato raccogliendo le denunce di alcuni volontari appartenenti a diverse associazioni romane di volontariato che gestiscono le postazioni del 118 in convenzione con l’Ares. Per gli operatori volontari nessuna tutela: malattie, ferie, tredicesima, indennità di rischio, assegni familiari, assicurazione, a fronte di turni di lavoro massacranti, anche di 48 ore e per 25 giorni al mese. Altro che volontariato.

In Puglia la situazione non è diversa, per certi versi anche peggiore. Lo abbiamo dimostrando raccontandovi, ininterrottamente per più di tre anni, ciò che succede all’interno di decine di associazioni e più in generale all’interno del sistema di emergenza urgenza (La testimonianza allegata al pezzo è del 16 gennaio 2013. È solo una degli oltre 500 articoli e video pubblicati in questo periodo). Al netto degli opinabili spot propagandistici sull’eccellenza del sistema, si continua come si è sempre fatto: ignorando. Per aver preteso risposte siamo stati minacciati di morte, denigrati, querelati, anche a livello nazionale in seguito a un nostro intervento (un focus sulla Puglia) nell’inchiesta giornalistica condotta da L’Espresso.

Abbiamo raccontato che le onlus in realtà sono aziende, spesso a gestione familiare, in cui si aggirano sistematicamente le leggi e i controlli. L’aspetto più preoccupante evidenziato anche dalle Iene nel pezzo andato in onda ieri. Quado vai a interrogare chi decide e assegna, però, cadono tutti dal pero: Non so, non è possibile, siamo rigorosi, porto subito le carte alla Guardia di Finanza. Sapeste quante migliaia di carte sul tema hanno i finanzieri pugliesi.

La convenzione con le associazioni di volontariato baresi, che si scannano tra loro, è stata prorogata di altri tre mesi. Non solo. È stato pubblicato anche il nuovo bando per la riassegnazione delle postazioni del 118 ai “volontari”. Stessa solfa, nessuna novità. Un irritante copia e incolla, che ha tutta l’aria di essere un insulto all’intelligenza di chi mette in gioco la propria vita ogni sacrosanto giorno. In mezzo, dal 2001 ad oggi, ci sono state un centinaio di promesse pre elettorali per l’internalizzazione del servizio, arresti e scarcerazioni, atti intimidatori, indagini della Finanza (una recentissima sull’abuso degli straordinari per alcuni operatori, mentre altri fanno la fame), processi, scivoloni istituzionali, dietrofront di ogni tipo. In tutti questi anni ai posti di comando si sono alternati assessori regionali, direttori di Asl, coordinatori del 118, dirigenti.

Tante “rivoluzioni” per far rimanere tutto com’è sempre stato, perché costa meno, perché è più facile scaricare responsabilità, illudere gli operatori e rendere il sistema più permeabile. Siamo davvero sicuri che si voglia fare sul serio? Che si voglia eliminare la corruzione dalla Sanità? E il sistema di emergenza urgenza non è forse uno degli aspetti più importanti del sistema sanitario? Sì, perché come detto anche dalle Iene, di sistema si tratta. Lo sanno pure le pietre come funziona, ma fino a quando è possibile meglio tenere tutto sotto silenzio, fino alla prossima promessa. Sì, perché una riflessione nasce spontanea: se tutto questo schifo fosse stato denunciato a carico di un imprenditore privato e non a danno di un pezzo dello Stato, probabilmente le reazioni e l’accanimento sarebbero stati diversi.

Fortunatamente in tutta la Puglia ci sono tanti professionisti a bordo delle ambulanze. L’unica vera eccellenza di questo sistema.

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