Su un qualsiasi dizionario della lingua italiana si può leggere che compensare vuol dire: “Pareggiare, bilanciare, proporzionare; supplire: compensare le uscite con le entrate; è necessario compensare la perdita con un nuovo incasso; compensa la scarsa intelligenza con una ferrea volontà”.

Abbiamo dimostrato senza se e senza ma, con documenti e fatti inequivolcabili che hanno creato non pochi imbarazzi, come piantare qualche alberello nel Parchetto delle Culture all’interno della Pineta San Francesco, non compensa un fico secco. Neppure se ad essere piantati fossero stati fichi e non tamerici, lecci e pini d’aleppo. Siamo contenti, come tutti, della piantumazione di nuovi arbusti in uno spazio pubblico. Siamo molto contenti di vedere tanta determinazione.

Come tutti quelli senza l’anello al naso, però, sappiamo bene che questa è solo un’operazione di facciata, che si può fare in qualsiasi posto della città e in qualsiasi opportuno momento dell’anno. In certi casi le parole possono essere “leggere” come l’anidride carbonica e allo stesso modo procurare molto danno alla salute. Dopo essere stati sgamati nell’arzigogolato tentativo di copiare l’incopiabile, bene avete fatto a spogliare di ufficialità il gesto della piantumazione degli alberelli inserito nell’ultimo appalto per l’organizzazione e gestione degli eventi natalizi e per il concertone di Capodanno.

Assessore Maselli, ha definito il Parchetto delle Culture: “Un luogo simbolo della nostra idea (dell’amministrazione comunale ndr.) che attività di spettacolo e tutela dell’ambiente possono andare a braccetto”. Molto bene, adesso quel parchetto frequentato da tanti bambini baresi, fatelo diventare un luogo simbolo della correttezza nei confronti dei cittadini, evitando di scrivere che gli alberelli li piantumate per compensare la CO2 prodotta in occasione di un qualsiasi evento, perché così come procedete non compensano un fico secco.

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