E sono quattro. Quattro giorni di sciopero della fame, che non impedisce ancora a Francesca Mangiatordi e Francesco Papappicco di continuare a stare nei turni del pronto soccorso dell’ospedale della Murgia e della postazione del 118 di Gravina, nonostante i vertici delle due strutture stiano tentando di insinuare dubbi. Probabilmente per poter arrivare all’obiettivo non raggiunto dai procedimenti disciplinari farlocchi: sospenderli. In venti anni di mestiere non mi era mai capitato di vedere niente di simile. L’ho detto altre volte, è vero. Questa storia, però, le batte tutte. Francesca Mangiatordi e Francesco Papappicco protestano per essere stati messi ingiustamente sotto processo.

Abbiamo dimostrato il complotto, pubblicato carte e conversazioni che non lasciano spazio alle interpretazioni. Eppure i due medici e sindacalisti sono costretti a bivaccare in catene senza cibo e senza il sostegno della comunità per la quale stanno protestando. La stessa comunità alla quale ieri il direttore generale della Asl di Bari Vito Montanaro e il numero uno della sanità regionale Giovanni Gorgoni, hanno potuto parlare senza contradditorio con toni pacati, appuntandosi al petto medaglie che sotto la patina luccicando hanno il piombo.

Alle celebrazioni mancavano il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il direttore generale del Policlinico Vitangelo Dattoli (Perché quest’ultimo sia stato invitato resta comunque un mistero). L’unico sussulto di dignità è stato come al solito quello del campanile. Montanaro è stato contestato quando in uno dei suoi tanti annunci si è permesso di definire il Perinei l’ospedale di Altamura. Il convegno era a Gravina e allora apriti cielo. Tante belle storie su ciò che si è fatto e ancora si farà ad “appena” 18 mesi dall’apertura di un ospedale che non sarebbe dovuto essere aperto, perché mancavano le condizioni per farlo e ad “appena” 9 mesi dalla nuova gestione.

Seppure a distanza, nel convegno sul rilancio dell’ospedale nato vecchio, in cui il moderatore ha svolto egregiamente il suo compito, invitando la platea assopita a non disturbare il cronoprogramma dell’intervento complesso del direttore generale, l’attacco ai due medici in catene non è mancato. “Darci addosso – ha detto il direttore generale della Asl – non aiuta, anzi, probabilmente incancrenisce i rapporti”. Quali rapportti? Quelli con due medici messi alla gogna per colpe che non hanno? Non solo. “Noi veniamo pagati per lavorare – ha continuato Montanaro – non per andare sui giornali a difenderci da atti di coloro che vogliono farsi pubblicità”. Pubblicità? E per cosa? I ruoli si stanno capovolgendo.

Vuoi vedere che adesso la vittima, per esempio, è il ribelle direttore sanitario dell’ospedale della Murgia Alessandro Sansonetti – assante illustre al convegno – per aver redarguito infermieri e medici andati con il camice bianco addosso ad esprimere la propria solidarietà ai colleghi Papappicco e Mangiatordi? Dottor Sansonetti, ha fatto pace con Montanaro e con il dimissionario direttore del pronto soccorso Antonio Dibello o ha sempre un parere particolarmente critico nei loro confronti? Si vuole gettare fango sul polo di eccellenza. Eresia.

“Adesso mi è stata consegnata una nota da un cittadino – ha detto Montanaro durante il suo monologo – ma altre ne ho ricevute di note di cittadini soddisfatti”. Peccato che gli insoddisfatti mandino solo a noi le loro lamentele. Peccato davvero. Al dottor Gorgoni, invece, vorremmo solo chiedere com’è possibile che ancora non sia intervenuto per fare chiarezza in merito all’istruttoria del progetto di telecardiologia del Policlinico, messa in piedi dalla moglie Mariangela Lomastro. Si possono fare un mare di annunci e raccontare filastrocche, ma fin quando non si estirperà il male di questa sanità, saranno solo parole al vento.

Nel surreale periodo, poi, è successa un’altra cosa degna di nota. La cappella del SS. Rosario dell’ospedale Perinei inaugurata pochi mesi fa, si è arricchita con il mosaico interamente dedicato alla Madonna del Rosario, realizzato dall’artista padre gesuita Marko Rupnik, direttore del centro Aletti di Roma. Anche in questo caso inaugurazione in pompa magna. Un’opera che potrà certamente confortare chi è costretto a convivere con la malattia o a contrastarla. Nessun conforto, invece, per i due medici le cui catene stanno diventando sempre più corte.

Nessuno in questi giorni di annunci, inaugurazioni e proclami, nemmeno ieri, s’è degnato di andare a parlargli. La stampa non dovrebbe essere amica o nemica, ma libera di sollevare questioni e amplificare denunce verificate. Dottor Montanaro, in questa circostanza non è una questione di bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Quella che stiamo raccontando è un’assurdità alla quale speriamo possa mettere riparo quanto prima. Nell’imbarazzante convegno di ieri ha citato l’ormai inflazionato Papa Francesco, l’eroe di tutti. Ha detto che uno dei suoi insegnamenti è quello della semplicità. Illuminato dal Santo Padre ha affermato: “Se le cose vanno bene, vanno bene. Se le cose vanno male se ne prende atto e si cerca di capire come si deve fare per superare il momento di difficoltà”.

Bene, prenda atto che le cose non vanno bene e cancelli quegli allucinanti procedimenti ai danni dei due medici. Non volesse farlo, sia coerente e vada a sputare loro in faccia. È l’ultima umiliazione a cui potrebbero essere sottoposti. La loro non è voglia di apparire, semplicemente fame di giustizia e adesso anche di un piatto di pasta.

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