decaro

Il Sindaco Antonio Decaro si accorge, di colpo, di vivere in una specie di latrina metropolitana. Bari puzza. Ma va? È un anno che governa, ha scelto la sua squadra assessorile (si fa per dire) “tenendo fuori i partiti”. Sono dunque scelte personali e dirette. E questa testata ha già numerosissime volte e senza sconti per nessuno, giudicato fallimentare l’amministrazione. L’ultimo “blitz” (termine militare, un disperato tentativo di assegnarsi attributi e capacità amministrative inesistenti) viene fatto all’AMIU che subisce “una strigliata”.

In questa ennesima sceneggiata pseudo-emilianea (Decaro non ha e non avrà mai nemmeno un etto del carisma del suo mentore) manca qualcuno o meglio, qualcosa: un bel calcio all’incapace assessore all’ambiente, Pietro Petruzzelli, che comunque una qualche responsabilità deve pur averla, nel disastro annunciato. Un bel calcio per sottolineare il totale scontento suo e della città nei confronti di un’azione amministrativa portata avanti con il dilettantismo degli improvvisati, in cui la buona volontà è un’aggravante non certo un plus. E invece no: Petruzzelli continuerà a fare danni e a non fare nulla, continuerà a parlare con i verbi al futuro del faremo, diremo, saremo, senza che nella sostanza nulla possa cambiare.

E sorprendentemente, nessuno, nemmeno all’opposizione, chiede che questo giovane, inesperto boyscout dalla faccia di bronzo torni a fare quello che faceva o non faceva prima. Dal Consiglio Comunale tutto tace, nemmeno un pigolio indignato: e alla fine la tentazione di scrivere che tutti tengono famiglia e lasciare la poltroncina costa a tutti anche a quei campioni del dissenso di Forza Italia o dei Cinque stelle, si fa fortissima.

A nessuno è venuto in mente di contestare il trionfalismo con cui sono stati accumulati ben 14 milioni di utile in due anni all’AMIU, di cui la metà destinati allo Stato: con questi risultati devastanti i toni andrebbero sicuramente rimodulati, e anche le politiche industriali dell’Azienda.

Ad oltre un anno dal suo insediamento, Antonio Decaro dovrebbe ammettere che è necessaria una completa revisione della sua amministrazione. Chieda aiuto a chi ritiene meglio e lo faccia. O se ne vada. Staremo certo meglio di come stiamo ora. La città puzza, dalla testa.

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