Il male non si augura a nessuno. Ovviamente siamo anche noi contenti per le condizioni non gravi della  ragazza colpita alla testa da un corrimano staccatosi dal tetto mentre era a bordo dell’autobus numero 2. La nostra è una provocazione. Da più di un anno, denunciamo le assurde condizioni di decine e decine di autobus dell’Amtab, l’azienda municipalizzata del trasporto pubblico barese.

L’ultimo episodo, accaduto oggi pomeriggio sul lungomare, è la prova del fatto che i mezzi stanno letteralmente cadendo a pezzi. Non si tratta solo del titolo che abbiamo deciso di dare alla nostra inchiesta giornalistica. Abbiamo documentato in mille modi diversi le condizioni dei mezzi catorcio che circolano sulle strade baresi e l’inefficacia degli interventi di manutenzione. Per distrarre l’opinione pubblica si è pensato bene di puntare i riflettori su altre questioni ugualmente importanti, per carità, ma che nulla hanno a che fare con il pessimo stato dei pullman cittadini.

La ragazza ha rimediato un trauma cranico e per precauzione i soccorritori del 118 l’hanno trasportata all’ospedale Di Venere. Viviamo in un Paese, l’Italia – e Bari non fa differenza – in cui, forse, solo se ci scappa il morto si provvede a prendere decisioni impopolari, come quella di non fare uscire volutamente i mezzi in cattive condizioni. Se non ci scappa il morto tutto va avanti per inerzia, figuriamoci alla vigilia di una competizione elettorale.

Da qualche tempo, poi, stiamo facendo una domanda, alla quale non abbiamo avuto nessuna risposta: come fanno quei catorci a superare i collaudi e le revisioni alla Motorizzazione civile? Tra le altre cose abbiamo documentato come, già nel 2008, sindacati e vertici aziendali erano d’accordo sulla necessità di rottamare alcuni autobus, nel caso specifico quelli della serie 8000 che, al contrario, continuano a restare in circolazione e a trasportare migliaia e migliaia di passeggeri. Tutte le mattine, quando si mettono in moto, vengono persino impegnati per il trasporto degli studenti.

Un attentato alla salute pubblica. I pullman fuorilegge devono rimanere in officina, oppure andare dallo sfascia carrozze. Questa volta è andata bene, il passeggero se l’è cavata. Fino a quando si potrà continuare a fare finta di niente, limitandosi a tirare un sospiro di sollievo? Ritentate, sarete più fortunati. La prossima volta qualcuno, tra autisti e passeggeri, potreste pure riuscire ad ammazzarlo. Intanto consigliamo alla vittima di quest’ennesimo episodio di far valere i propri diritti nelle sedi opportune.

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