Purtroppo apprendiamo da fonti vicine alla società biancorossa che il virus della supercazzola di cui l’ormai silente mister Nicola è portatore sano, ieri sera a Carpi ha colpito anche il direttore sportivo Stefano Antonelli. Un gruppo di giovani ricercatori di una nota Università telematica del Nicaragua sta cercando l’antidoto.

Il primo passo, come per Nicola, è la dotazione di un tablet per riuscire a guardare senza ostacoli le partite dalla panchina o dalla tribuna. L’unica soluzione per assicurgli una visione obiettiva e senza condizionamenti. Nell’ntervista rilasciata a Michele Salomone lo stato confusionale di Antonelli è apparso evidente. Invocava affannato il rigore negato al 94esimo come se l’arbitro Pairetto di Nichelino avesse fermato la mai iniziata corsa play off del mezzo Bari di Paparesta.

I galletti con la cresta ammosciata quasi certamente non andranno ai play off perché la squadra non è stata all’altezza dei proclami, al netto del gomblotto degli arbitri. Arbitri che sicuramente potevano concedere un paio di rigori in più. Certo, poi può succedere qualsaisi cosa, anche che un asteroide colpisca la Terra mentre leggete questo articolo, che il Milan vada in champions league o che la Juve perda il campionato. Tutto può succedere.

Dovevano essere dieci, poi nove, otto, sette, sei, cinque, quattro finali. Ma quali finali? Le ultime partite del Bari passeranno alla storia per l’assenza di piglio, voglia e molta, troppa confusione. Nello stesso modo in cui non abbiamo visto la gran bella partita che ha estasiato Nicola contro il Bologna, ieri non abbiamo visto stradominare il Bari, al cospetto di un Carpi ormai pago e in cerca di un pareggio.

Il Carpi, partito in sordina e senza proclami, è salito in serie A. Il Carpi, alla faccia di Lotito. Più equilibrio e determinazione avvrebbero consentito al Bari di guadagnare qualche posto in più in classifica e magari non dover affrontare altre quattro finali, sconfiggendo i soliti gufi e gomblottisti. Forza Bari!

 

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