«Sei allibito? Vatti a fare una corsetta, così ti schiarisci le idee». È il nervosismo a farla da padrone in casa Bari. Ricostruiamo i fatti. I biancorossi pareggiano contro il Modena e al San Nicola arrivano giustificate bordate di fischi. Il tecnico Devis Mangia deve parlare alla stampa, fa parte del suo lavoro, ma non riesce a trattenersi e risponde in diretta radiofonica a Michele Salomone, il radiocronista acclamato dai tifosi per essere la voce del Bari. Salomone, su Radionorba, la radio ufficiale dell’Fc Bari 1908, pone una semplice domanda sulla gara appena terminata, sui due punti appena persi. «Ma che partita hai visto?», tuona l’allenatore, che abbandona il cronista invitandolo ad andare a studiare le tante azioni pericolose concretizzate dal Bari. Sarà.

Il malcontento è generale. Secondo alcune indiscrezioni gli scricchiolii riguarderebbero anche il settore giovanile. Ci sarebbe addirittura qualcuno già pronto a levare le tende. Dopo la partita contro il Modena Paparesta esce dagli spogliatoi, non saluta nessuno, a testa bassa si dirige verso l’uscita. Il numero uno non rilascia dichiarazioni, ma prepara la lettera che ha fatto tanto discutere, una sorta di preghiera da far ripetere per punizione a tifosi arrabbiati e ai giornalisti, rei di non avere pazienza e di non sostenere i propri beniamini.

Forse non è chiaro. Non c’è alcun tentativo di destabilizzare l’ambiente. Semplicemente, i buoni propositi vengono meno quando il gioco non convince e, soprattutto, non si è più in grado di vincere. Parlano i numeri. Il Bari ha vinto solo due partite su sette. Poco per una dichiarata “protagonista” della cadetteria, per ammissione stessa di Paparesta nei contesti più disparati. È vero, la classifica è corta e con qualche vittoria si potrebbe ritornare con facilità nelle zone alte della classifica. Viene da sé, però, che creare così tanto enstusiasmo in un ambiente fragile come quello di Bari è molto rischioso. La gente si aspetta qualcosa, indipendentemente dalla nostalgia per il passato. E non interessa che siano passate solo sette partite. Se “la Bari” non vince, lo stadio si svuota. È storia. Abbonati a parte, contro il Modena c’erano solo 2.846 paganti, circa cinque volte meno dei paganti della prima in casa contro il Perugia.

E cosa c’è che non va? C’è una squadra senza identità. Una sontuosa campagna acquisti, fatta però, senza tenere in debito conto il 4-4-2 tanto caro a Mangia, l’allenatore che non si tocca. La cartina al tornasole di questo momento particolarmente teso sono i musi lunghi e le parole non dette di alcuni senatori. Sembra essereci poco carattere e un pizzico di presunzione per chi sta ancora ricercando il bandolo della matassa. Nel calcio si può essere antipatici, Mourinho e Conte insegnano, ma bisogna portare a casa i risultati. Quindi, “FORZA BARI” come ha scritto il presidente, ma occhio: fiducia e pazienza non possono durare un’intera stagione, indipendentemente dalla pressione della stampa o dalle legittime aspettative dei tifosi.

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