Colpa di Sel? Pare di sì. E da Sel non riescono nemmeno a smentire e a riportare sui binari del politichese sterilizzato una discussione che puzza sempre più di bruciato.

Antonio Decaro sta combattendo la sua prima battaglia per non trasformare il suo mandato, sin da subito, in una ciofeca stantìa: resiste alle pressioni di un partito (Sel) che non sa se esisterà fisicamente sino alle prossime regionali e che sta perdendo senatori, deputati e consiglieri regionali un po’ ovunque.

Sinistra Ecologia e Libertà ha eletto un solo consigliere comunale, Pierluigi Introna. E pretende che Introna sia nominato assessore. E’ la cambiale all’incasso per “aver sostenuto lealmente Decaro alle primarie” e poi alle comunali e anche al ballottaggio e “per aver fatto un passo indietro quando si è trattato di individuare i candidati presidenti dei municipi”.

Non male, specie per chi ha nostalgia della “vecchia politica” che almeno politica lo era. Sel è la vera zavorra che sta impedendo a Decaro di varare la giunta. Altre versioni (gente che deve decidere,nomi prestigiosi che devono arrivare da fuori) sono solo pietosi pretesti.  Ma da dove viene tutta questa fame al partito-azienda di Nichi Vendola? L’improvvisa riscoperta di vecchi riti e vecchi miti, linguaggi osboleti e stantii, traccheggiamenti immondi, non erano forse patrimonio dei partiti eredi della vecchia Dc-PSI e del vecchio PCI? E’ dunque questa la Puglia Migliore? Pare Proprio di sì: dopo gli anni allegri delle migrazioni dalle fabbriche di Nichi alle agenzie regionali (da Puglia sounds ad Apulia film commission, solo per citare le più note), dopo il nepotismo senza vergogna praticato da irreprensibili assessori  all’ambiente o all’istruzione, gente di lotta e di governo, il metodo Vendola-Godelli transita dal comune di Bari. O almeno così si vorrebbe che fosse.

E dunque, ecco la zavorra che tiene Decaro legato al suolo, che pretende e punta i piedi e sbatte i pugni sul tavolo: Introna assessore o niente. Non abbiamo nulla contro Pierluigi Introna (figlio d’arte, suo padre Onofrio presiede il Consiglio Regionale) ma speriamo ardentemente che la risposta di Decaro arrivi rapida e definitiva. Un bel “no”. La risposta migliore per la Puglia “migliore”.

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